Con lo spostamento verso levante della circolazione depressionaria responsabile delle forti nevicate che hanno ammantato di neve tutta l’Italia centrale, il fronte freddo, dove viene evidenziata la linea di demarcazione tra il mite e umido richiamo sciroccale, diretto sulla Grecia e l’Egeo, e l’aria fredda post-frontale che dal basso Tirreno si muove verso l’Italia meridionale, si è portato sullo Ionio orientale. Qui i freddi venti occidentali, in arrivo dal basso Tirreno, stanno scalzando verso l’alto l’aria molto mite e umida che dalla costa libica si muove verso la Grecia, originando uno spettacolare sistema temporalesco a mesoscala, dalla tipica forma a“V”, che nella mattinata odierna ha preso forma nel tratto di mare a sud delle isole Ionie. Il sistema convettivo, che è scoppiato poco a largo delle coste occidentali greche, a seguito della penetrazione di refoli di aria molto fredda e pesante sotto l’aria più tiepida e umida (di matrice sub-tropicale), costringendo quest’ultima a salire vorticosamente verso l’alta troposfera con l‘innesco di imponenti Cumulonembi temporaleschi, si sta ulteriormente rinvigorendo e comincia a pilotare una serie di cellule temporalesche verso il nord della Grecia, l’interno dell’Albania e la Macedonia, dando luogo a intense precipitazioni, anche a sfogo temporalesco. L’aria mite e molto umida che sale dalle coste libiche, una volta giunta sopra la Macedonia e la regione balcanica, è costretta a scorrere sopra lo strato di aria molto fredda, di natura continentale, che ormai da giorni stagna sopra tutto il comprensorio balcanico e sull’area danubiana. Il transito delle miti correnti meridionali sopra l’aria gelida, di vecchie origini siberiane, sta per produrre una consistente nuvolosità che darà la stura ad abbondanti nevicate su tutti i Balcani e sulla pianura danubiana. Si tratterà di una autentica “bomba nevosa” che rischio di mettere in ginocchio tutti i paesi balcanici dell’ex Jugoslavia. Sui monti della Serbia, Macedonia e della Bosnia Erzegovina, purtroppo sono attese delle intense tormente di neve che rischiano di seppellire interi villaggi e paesi, soprattutto nelle aree rurali. In montagna, specie fra Serbia e Bosnia Erzegovina, potrebbero cadere oltre 2-3 metri di neve fresca. Si tratta di apporti davvero abbondanti che rischiano di causare una enorme mole di disagi per le popolazioni locali, già messe a dura prova dal gelo e dalle temperature glaciali di questi giorni. Molte strade sono ormai impraticabili e in alcune regioni montagnose della Serbia, della Bosnia Erzegovina, cosi come in Macedonia, Bulgaria e sul nord della Grecia, è stato chiesto l’intervento dei mezzi speciali dell’esercito per impedire il prolungamento dell’isolamento di villaggi e cittadine. Ma con l’imminente peggioramento la situazione, già critica, rischia di precipitare. Già dalla serata e dalla nottata successiva, con la risalita dell’intenso ammasso nuvoloso dalla Grecia, si avranno forti nevicate su tutta l’area balcanica, dalla Bosnia alla Serbia, passando per la Macedonia, il Kosovo e le pianure ungheresi. A Budapest sta nevicando con -7°C e nelle prossime ore le nevicate non faranno altro che intensificarsi, con accumuli pronti a superare i 20-25 cm in piena pianura danubiana. Tutto il territorio ungherese sarà coperto dalla neve. Nevicherà bene anche su Belgrado, dove entro le prossime 12 ore cadranno altri 10-15 cm di neve fresca. Neve anche a Sarajevo, dove nelle prossime ore il manto nevoso diverrà ancora più spesso, e a Zagabria, dove in questo momento nevischia con una temperatura secca di -10°C in pieno giorno. Oltre all’abbondante nevicata che sta per sommergere l’area balcanico-danubiana bisognerà fare attenzione anche alle temperature glaciali e alle lastre di ghiaccio che si formeranno sulle strade e fra i tetti delle case e dei palazzi. Le nevicate nella giornata di domani si estenderanno alla Slovacchia, alla Romania e all’ovest dell’Ucraina e della Bulgaria, dove cadranno i classici fiocchi di neve gelata visto le bassissime temperature, ancorate sotto la soglia dei -10°C anche in pieno giorno. I fenomeni, anche se deboli, risulteranno persistenti è causeranno degli accumuli importanti, anche a quote pianeggianti. Saranno inevitabili i disagi al traffico stradale, ferroviario e aeroportuale, con interruzioni frequenti e la cancellazioni di numerosi voli. Chi per motivi di lavoro, studio o semplice vacanza, dovrà viaggiare in questi paesi dovrà, purtroppo, tenere conto delle ripercussioni negative che queste condizioni climatiche, cosi estreme, determineranno nel settore dei trasporti (aeroporti, strade, autostrade, ferrovie).