
Il gelo continua a uccidere nell’Europa centrorientale, dove sono ormai quasi un centinaio le vittime di un’ondata eccezionale di freddo che sta mettendo in seria difficolta’ numerosi Paesi, dall’Ucraina alla Polonia, dalla Bulgaria alla Serbia, dalla Romania all’Ungheria e alla stessa Grecia, solitamente risparmiata dalle basse temperature. A farne le spese sono in particolare la rete dei trasporti stradali e ferroviari, con frequenti blackout elettrici e conseguenti perturbazioni nel settore dei servizi pubblici. Il “Burian”, vento gelido proveniente dalla Siberia, ormai da più di una settimana provoca disagi nei Paesi orientali Europei.
La situazione piu’ pesante si registra in UCRAINA dove sono 43 le persone morte assiderate negli ultimi cinque giorni, 13 solo nelle ultime 24 ore. Nella maggioranza dei casi si tratta di senzatetto o di persone sotto gli effetti dell’alcol che cadono e non riescono piu’ ad alzarsi, restando preda del gelo. Nella capitale Kiev oggi il termometro segnava implacabilmente -23, mentre in altre zone del grande Paese ex sovietico le temperature sono precipitate fino a -30. Un migliaio finora le persone che hanno avuto bisogno di assistenza medica per ipotermia, principi di congelamento o fratture causate da cadute rovinose. Migliaia di scuole in tutta l’Ucraina sono chiuse per l’emergenza legata al gran freddo.
Anche in POLONIA l’ondata di gelo continua a mietere vittime, nelle ultime ore altre cinque persone, quattro uomini e una donna, sono morte per assideramento in localita’ dell’est del Paese. Da venerdi’ scorso, quando il termometro ha cominciato a scendere repentinamente, in Polonia si sono contati venti morti, 58 in totale dallo scorso novembre. Le autorita’ hanno allestito luoghi pubblici di ricovero per i senzatetto e hanno invitato la popolazione a segnalare casi di persone in difficolta’.
Un morto per il gran freddo si e’ registrato nella REUBBLICA CECA e un altro in SLOVACCHIA, mentre e’ salito a sette il bilancio delle vittime del gelo in SERBIA. Secondo la Beta, il corpo congelato di un uomo di 75 anni e’ stato rinvenuto nella neve nei pressi del villaggio di Srezojevci, nella Serbia centrale, a poche centinaia di metri da casa sua. Con temperature che sono scese anche a -32 in talune localita’ del sud del Paese, in Serbia in una quindicina di comuni e’ stato decretato lo stato di emergenza.
Anche In ROMANIA la situazione resta molto difficile per il freddo intenso, che ha causato finora in totale una quindicina di morti, sei solo nelle ultime 24 ore. A Bucarest il termometro e’ sceso oggi a -22, in molte altre localita’ al di sotto dei -30. Grossi problemi si registrano nel sistema dei trasporti, e quasi tutte le scuole restano chiuse.
Analoga situazione nella vicina BULGARIA, dove i morti ufficiali sono cinque, dieci secondo i media. Il Danubio, che segna il confine con la Romania, e’ parzialmente ghiacciato e il consumo di elettricita’ e’ a livelli record. le temperature oscillano intorno ai -20 con punte fino a -31 la notte scorsa.
Il gelo – che si sta spostando nell’Europa occidentale e in Italia – non ha risparmiato la mite GRECIA, interessata da abbondanti nevicate, ghiaccio e temperature sottozero quasi ovunque. Le decine di migliaia di senzatetto di Atene da questa sera potranno trovare un rifugio caldo e sicuro nei locali dello Stadio olimpico della capitale greca che e’ stato aperto appunto per ospitarli. Lo ha annunciato l’amministrazione della societa’ che gestisce l’impianto sportivo (Oaka) precisando che i senzatetto saranno ospitati negli ampi locali riscaldati riservati in genere all’ufficio stampa e che potranno usufruire dei locali finche’ l’ondata di maltempo non sara’ passata. Da parte sua, una compagnia di fast food ha reso noto che provvedera’ a fornire pasti caldi e bevande a tutti coloro che cercheranno riparo nello stadio. Le autorita’ comunali e numerose organizzazioni benefiche stanno in queste ore moltiplicando i loro sforzi per fornire assistenza ai senzatetto della capitale, stimati attualmente in oltre 15.000 sui circa 20.000 di tutto il Paese.
Dall’altro lato della Siberia, è il GIAPPONE a battere i denti: come abbiamo visto in modo più preciso in quest’articolo, 53 persone sono morte a causa delle eccezionali nevicate. Il fenomeno sta interessando principalmente cinque prefetture nord-occidentali, con il bilancio piu’ pesante in termini di vite umane registrato a Niigata (12) e Hokkaido (11).