Emergenza neve: dal soccorso alpino verifiche sulla stabilità della neve

Superata la fase di emergenza, con la messa in sicurezza di persone e animali e il ripristino dei servizi primari per le regioni del Centro Italia colpite dal maltempo, ora il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (Cnsas) si sta occupando della gestione del rischio valanghe. In Abruzzo e Molise sono in corso le operazioni di disgaggio per la rimozione delle masse nevose instabili, tramite un’apparecchiatura “Daisy Bell”. E’ un dispositivo che consiste in una sorta di campana, assicurata all’elicottero con corda di una quindicina di metri, al cui interno viene incendiato del gas propano. L’onda d’urto provocata va a sollecitare il pendio da cui e’ necessario staccare la neve. L’elicottero impiegato e’ un Ecureil AS 350 BB, fornito dalla Provincia autonoma di Trento, e si avvale del supporto logistico a terra, costituito da un automezzo per il rifornimento del gas di alimentazione. A bordo c’e’ il consigliere nazionale Adriano Favre, referente tecnico del Cnsas presso il Comitato Operativo per l’emergenza del Dipartimento di Protezione civile, responsabile delle attivita’ di raccordo tra gli equipaggi e le Commissioni valanghe locali, preposte alla valutazione preventiva dei siti d’intervento. L’area interessata dalla bonifica nella giornata di oggi, martedi’ 14 febbraio, e’ stata quella di Anversa degli Abruzzi (AQ). Le esplosioni controllate e direzionali, 35 in tutto, hanno prodotto una forte sollecitazione sul manto nevoso e fatto scivolare a valle gli strati superficiali dai pendii che sovrastano la Strada Regionale n. 479, che collega Anversa a Scanno, passando per le Gole del Sagittario. All’operazione “Daisy Bell” hanno partecipato Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia Forestale, Protezione civile, Vigili del fuoco e i tecnici della Provincia di Trento. Il lavoro ha permesso di riscontrare una sostanziale stabilita’ del manto nevoso perche’ non ci sono stati distacchi rilevanti. Saranno le autorita’ locali a decidere la riapertura della strada, chiusa dal prefetto nei giorni scorsi. Intanto proseguono le attivita’ di supporto alla popolazione isolata e alle aziende agricole in difficolta’: nelle Marche il personale medico del Cnsas garantisce l’assistenza alle persone anziane che necessitano di cure, viveri e medicinali, perche’ in molti casi e’ difficile convincerle ad abbandonare le loro case. Un altro compito importante, svolto in particolare in provincia di Pesaro-Urbino, consiste nello sgombero dei tetti, anche su edifici storici (a Urbino Palazzo Ducale e la sede dell’Universita’, a Sant’Angelo in Vado la cattedrale), eseguito in sicurezza attraverso l’utilizzo di imbraghi e corde, e nel ripristino della viabilita’, con gatto delle nevi fornito dalla Comunita’ montana Centro Cadore. Altri interventi a Mercatello sul Metauro e a Borgo Pace. In Val Marecchia, Appennino romagnolo, una settantina di operatori dei Servizi regionali di Emilia Romagna e Piemonte hanno svolto verifiche di stabilita’ su grandi accumuli nevosi, in collaborazione con il SoccorsoAlpino della Guardia di Finanza, che ha messo a disposizione un elicottero, e gli uffici tecnici della Provincia di Rimini. “I Servizi regionali Cnsas di Lazio, Marche, Abruzzo e Molise in questi giorni – si legge nella nota – hanno saputo fronteggiare una situazione di emergenza eccezionale con il massimo dispiegamento di squadre, supportati dai tecnici provenienti da Piemonte, Lombardia, Trentino, Veneto, Emilia – Romagna, Toscana e Umbria, grazie a un coordinamento logistico interno che si e’ dimostrato efficiente e alla collaborazione con tutte le forze in causa”.