Emergenza neve in Emilia Romagna: la protezione civile ha già speso 800 mila euro

In attesa di calcolare le conseguenze del disgelo in Emilia-Romagna, la Protezione civile ha fatto presente che per questa prima parte dell’emergenza maltempo sono già stati spesi dall’agenzia 800mila euro. “Dall’inizio dell’anno – ha spiegato il direttore della Protezione civile regionale, Demetrio Egidi, nel corso della seduta della commissione Bilancio affari generali istituzionali, presiduta da Marco Lombardi – la Protezione civile ha dovuto affrontare già due emergenze: prima il terremoto di grado 5.4 nelle province di Parma e Reggio e subito dopo la storica nevicata, un evento di portata assolutamente straordinaria che è stata affrontata con il grande apporto di una serie di soggetti in un clima di grande collaborazione e senza polemiche”. Per questa emergenza si sono attivati 550 vigili del fuoco e 250 volontari emiliano-romagnoli, 130 del Trentino, 40 di Bolzano, 15 della Valle d’Aosta e altri 30 specializzati per interventi sui tetti dalla Lombardia e dal Veneto, oltre a 150 forestali, all’esercito, ai carabinieri e alle forze dell’ordine. Sono 600 le persone sfollate in quei giorni nelle zone più colpite della Romagna, 4.500 le richieste tra Forlì e la Valmarecchia di verifica di stabilità degli edifici. “Adesso – ha spiegato Egidi – si apre la delicata fase finanziaria. Si stanno facendo i conti delle spese ammissibili sostenute durante la prima emergenza che dovrebbero trovare copertura con fondi statali e che in parte (per circa 800 mila euro) l’Agenzia regionale ha anticipato. Una seconda capitolo delle stime riguarda i danneggiamenti alle strutture pubbliche essenziali che ad oggi non sono ricompresi tra gli interventi finanziati dallo Stato. Per i danni alle attività produttive e in genere quelli subiti dai privati rimane invece un “remota possibilità di risarcimento”.