Il maltempo ha concesso una giornata di tregua all’Irpinia anche se, per domani, sono previste altre nevicate. Intanto, si comincia a fare la conta dei danni e il sindaco di Avellino chiede lo stato di calamita’ naturale. Nel capoluogo un’intera palazzina del centro, in piazza Garibaldi, e’ stata fatta evacuare a scopo precauzionale per verifiche alla stabilita’ dell’edificio. Nove le famiglie che hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni trovando ospitalita’ da parenti e, per due nuclei familiari, in albergo. Una mandria di circa cento bovini e’ scesa a valle dal Monte Terminio, colpito la notte scorsa da una violenta bufera di neve e vento, invadendo il centro abitato della frazione Sala di Serino. Tori e mucche hanno percorso la strada provinciale, in quel momento interrotta, fino a giungere in paese dove gli allevatori della zona li hanno raccolti, rifocillati e trasferiti in una stalla d’emergenza. Risolti i problemi idrici che hanno interessato alcuni comuni dell’Alta Irpinia (Vallata, Lacedonia e Bisaccia) per un malfunzionamento di carattere elettrico a un serbatoio dell’acquedotto pugliese. I tecnici dell’Enel, a bordo di un gatto delle nevi, sono riusciti a raggiungere il luogo dove si e’ verificato il blocco e l’hanno riparato. ”Stiamo accumulando danni enormi. Mi aspetto che le nostre richieste non cadano nel vuoto”, ha detto il presidente della Provincia di Avellino, Cosimo Sibilia, incontrando l’assessore regionale alla Protezione Civile, Edoardo Cosenza, durante un vertice dell’Unita’ di crisi in Prefettura. E, intanto, cresce il disappunto dei sindaci dell’Alta Irpinia, cresciuti nell’emergenza post terremoto del 1980, nei confronti della ”lontananza di Napoli dalle zone interne della Campania”. Tutti si sono dovuti confrontare con le enormi difficolta’ provocate, a partire dal tre febbraio scorso, dalle abbondanti nevicate che hanno isolato e reso irraggiungibili per giorni centinaia di loro concittadini residenti nelle zone rurali. ”Non si tratta di mettere sotto accusa alcuno – precisa Luigi Famiglietti, giovane sindaco di Frigento, che piu’ volte aveva chiesto l’aiuto dell’Esercito – ma cosi’ il sistema non funziona”. ”Soltanto per fortuna e grazie alla fitta rete di volontariato e agli interventi delle Forze dell’Ordine, – ha concluso Famiglietti – sono state evitate vere e proprie tragedie”.
