
Oltre 400 persone tra Valmarecchia e forlivese, ospitate in strutture appositamente allestite e spazi ricettivi individuati dalle amministrazioni comunali: e’ raddoppiato il numero dei cittadini evacuati, nelle ultime 48 ore, a causa delle eccezionali precipitazioni nevose e dell’ulteriore abbassamento delle temperature. La protezione civile dell’Emilia Romagna ha confermato l’allerta sul maltempo emanata giovedi’ scorso. Preallarme per le province di Rimini e Forli’-Cesena e stato di attenzione per le altre province dell’Emilia Romagna. Precipitazioni nevose eccezionalmente abbondanti sono state registrate nelle ultime ore in Romagna. Nel riminese, soprattutto in Valmarecchia e Valconca, si sono raggiunti valori intorno ai 70-120 centimetri; nella fascia pedemontana del forlivese rilevati valori intorno agli 80-120 centimetri, in particolare nei Comuni di Santa Sofia, Bagno di Romagna, Sarsina, San Piero in Bagno. Forti raffiche di vento (con punte in certi casi superiori ai 75 chilometri all’ora) hanno causato tormente (cosi’ come previsto dall’ultima allerta regionale) determinando un quadro generale di criticita’ diffuse. La perturbazione ha raggiunto anche le province di Ferrara, Ravenna e Bologna, dove la neve ha toccato valori intorno ai 20-35 centimetri, e l’Appennino modenese, bolognese e reggiano con abbondanti precipitazioni. In particolare e’ stata prestata grande attenzione al pericolo di crollo dei tetti a causa della neve, soprattutto per scuole, edifici pubblici, strutture socio sanitarie. In accordo con prefetture e amministrazioni locali, sono intervenuti per gli opportuni controlli i vigili del fuoco dell’Emilia Romagna, del Trentino, supportati da ingegneri strutturisti del servizio tecnico di bacino fiumi romagnoli. Un lavoro reso possibile grazie a strutture speciali come piattaforme messe a disposizione dal Trentino, vigili del fuoco e al supporto di squadre degli alpini da Emilia Romagna, Lombardia e Veneto. In Romagna, nelle aree piu’ colpite dal maltempo si sono comunque verificati numerosi crolli di capannoni industriali e coperture di allevamenti, senza tuttavia danni alle persone. Resta in vigore in tutta la regione il divieto di circolazione dei veicoli commerciali con massa superiore a 7.5 tonnellate su autostrade e strade provinciali. Il sistema regionale di Protezione civile ha messo in campo ulteriori uomini e mezzi di fronte all’aggravarsi della situazione: 550 vigili del fuoco dell’Emilia-Romagna, affiancati da 130 vigili del fuoco del Trentino, 25 vigili del fuoco da Bolzano e 10 operatori di protezione civile dalla Valle d’Aosta hanno fatto fronte alle innumerevoli richieste di intervento di sindaci e cittadini. Gli oltre 400 volontari di protezione civile emiliano romagnoli hanno lavorato fianco a fianco agli operatori degli enti locali, del corpo forestale dello Stato, forze dell’ordine, aziende sanitarie locali e operatori del 118. Alle macchine operatrici comunali solitamente impiegate nel piano neve sono state aggiunte 12 turbine speciali fornite dalle province autonome di Trento e Bolzano, 20 pale gommate di grandi dimensioni (messe a disposizione dall’agenzia regionale di protezione civile),6 pale gommate dell’Esercito e altri mezzi speciali dei vigili del fuoco, Corpo forestale dello Stato e volontariato di protezione civile.