
L’intensa ondata di gelo che nelle scorse settimane ha travolto la Russia e tutto il continente europeo, pur fra mille difficoltà, è riuscita a far cadere un record assoluto, a tutti gli effetti. Nel sud della Russia europea, la scorsa settimana, l’arrivo dell’aria gelida, di origini sarmatiche, ha prodotto un drastico raffreddamento, con valori sprofondati sotto il muro dei -30° -32° nelle zone pianeggianti. Nella città di Astrakhan, situata nei pressi della foce del fiume Volga, presso il mar Caspio, la colonnina di mercurio è scivolata al di sotto dei -33.8°. Tale valore infatti rappresenta il nuovo record assoluto della locale stazione. Difatti il precedente record assoluto di freddo di Astrakhan era di appena -33.0°, dato risalente al rigido Febbraio del 1954. Oltre al record della città di Astrakhan, di ben -33.8°, molte altre stazioni sono andate vicine ai loro record, specie nella difficile Repubblica russa del Daghestan, nel Caucaso settentrionale. Molte località si sono avvicinate ai rispettivi record assoluti, senza pero riuscire a batterli o semplicemente eguagliarli. Tra queste citiamo Machackala che con i suoi -26.9° si è avvicinata al record di -27.2° del Febbraio 1948; Kocubej che con i suoi -28.8° ha sfiorato il valore del Febbraio 1969 di -28.9°. Vicine ai rispettivi record di freddo anche Derbent con -17.8° e Fort Shevcjenko, in Kazakistan, con soli -18.6°. L’aria molto gelida avrebbe risparmiato le altre zone del Caucaso, inclusa la città di Grozny (che in russo significa “terribile”) solitamente nota alle cronache internazionali per le cruente battaglie della guerriglia cecena che da decenni lotta per ottenere l’indipendenza della Cecenia dalla Russia (ma quest’ultima si oppone aspramente per la produzione petrolifera locale e soprattutto per il passaggio sul territorio ceceno di molti oleodotti e gasdotti che vanno a servire il mercato europeo). Scende sotto i -10° anche Baku, la capitale dell’Azerbaijan solitamente mitizzata dalle acque del mar Caspio.
Questa intensa ondata di freddo sarebbe stata innescata da una particolare configurazione barica che si è venuta a creare tra la Russia europea, l’area degli Urali e il bacino del mar Caspio. Sulla Russia centro-meridionali, precisamente nella regione di Voronezh, una robusta cellula anticiclonica, di chiare origini termiche, caratterizzata da isoterme piuttosto basse, si è stazionata per diversi giorni, causando forti inversioni termiche e un consistente raffreddamento del suolo, favorito pure dall’esteso innevamento dei terreni (effetto Albedo), che ha fatto crollare le temperature, su cifre largamente inferiori ai -30° -35°. Basti pensare alla minima fatta da Kalac che ha toccato i -30°, il più basso in oltre 40 anni. L’aria gelida si è mossa improvvisamente verso sud-est venendo richiamata da una circolazione depressionaria, a carattere freddo, posizionata a ridosso del mar Caspio. Questa area di bassa pressione ha attratto verso di se, come una calamita, le masse d’aria gelide. Qui poi la fortuna ha voluto che l’aria gelida, di origine continentale, aveva una distanza molto breve da percorrere ed è scesa velocemente verso sud-est, raggiungendo le sponde a nord-ovest del mar Caspio e determinando su queste ultime il marcato raffreddamento che ha regalato il nuovo record assoluto di freddo alla città di Astrakhan, dove il termometro non è mai sceso sotto i -33.0°.
Ciò ha causato il forte raffreddamento che ha interessato le coste del Caspio. Bisogna specificare che non c’è stata una grande e forte discesa d’aria fredda strutturata dalle alte latitudini, ma il vantaggio, seppur in una zona limitata, è stata la breve distanza dell’aria fredda mossa velocemente, in circa 24 ore, in direzione delle coste del mar Caspio. Infatti più ad ovest il freddo è stato molto più contenuto visto che i valori non sono stati certo da record, vedi i -28° di Elista (il cui record viene rappresentato dai -34° del 1940) e i -25.0° di Grozny. I valori più eccezionali, prossimi ai record assoluti, si sono concentrati solo nell’ estremo sud di Vornonezh Oblast, verso sud-est, in prossimità delle rive caspiche, in un’area non certo abituata al grande gelo. Il grande gelo ha cominciato ad allentare la sua morsa già dallo scorso weekend, anche se le temperature continueranno a rimanere ancorate su valori ampiamente negativi, con punte di oltre i -20° e probabili nevicate, di debole o moderata intensità.
