Fukushima: i reattori chiusi della centrale nucleare sono un rischio per la popolazione

I reattori della centrale nucleare giapponese di Fukushima, gravemente danneggiati dal sisma e successivo tsunami del marzo scorso, sono stati dichiarati in stato di “chiusura fredda”, ovvero in una condizione che non implica alcun rischio immediato: secondo un esperto statunitense tuttavia la situazione reale sarebbe ben altra. Come riporta il sito della Cnn infatti secondo Michael Friedlander è vero che le probabilità di un meltdown o di un’altra esplosione sono virtualmente nulle ma ciò è conseguenza del fatto che i reattori “sono fermi da un anno, e non delle misure adottate dalla Tepco o da chiunque altro”. Rimane dunque una minaccia costante alla stabilità dei reattori, ovvero quella di un’altra scossa sismica o altro evento esterno in grado di causare una fuga radioattiva: ipotesi tutt’altro che remota dato che secondo gli esperti le probabilità di un terremoto di magnitudo 7 o superiore nella zona di Tokyo nei prossimi quattro anni sono del 70%, ed entro i prossimi trent’anni salgono a 98%.

Secondo Friedlander gli esperti dovrebbero quindi iniziare a preoccuparsi non più della stabilizzazione del sito quanto del rischio di fuga di materiale radioattivo, come l’acqua di raffreddamento dei reattori: nel caso di un terremoto la semplice rottura di una conduttura potrebbe liberare tonnellate di liquido contaminato.