Il gelo intenso non da alcuna tregua all’Europa. Nei giorni scorsi, in alcune zone del vecchio continente è stato sfondato il muro dei -40°. Il gelo è stato davvero cattivo anche sulla penisola scandinava, dove molti fiumi, canali e laghi sono completamente ghiacciati. Davvero estremi i valori che sabato 4 Febbraio sono stati registrati in alcune aree della Svezia settentrionale, in Lapponia, come nella Svezia centrale. Notevoli i -42.5° raggiunti a Kvikkjokk e Gunnarn e i -42.1° di Vajmat, si tratta di valori veramente estremi anche per queste latitudini. Ma sono numerose le stazioni svedesi che hanno oltrepassato il muro dei -40°. Fra queste troviamo Alvsbyn con -41.1°, Lycksele con -41.0°, Asele e Vilhelmina con -40.2°. Temperature abbondantemente sotto i -20° -25° sono state misurate sulla Svezia meridionale e lungo le rive del mar Baltico, dove molti canali, come quelli che conducono verso Stoccolma, sono completamente ghiacciati, rendendo impossibile qualsiasi collegamento marittimo. Come si evince dai dati il gelo in queste aree è stato veramente cattivo, causando enormi disagi, sia per le popolazioni locali che per gli animali selvatici che abitano le grandi foreste di conifere svedesi. In alcune cittadine della Svezia centrale sarebbero stati segnalati, specie durante le ore notturne, dei branchi di lupi che si sono avvicinati ai centri abitati, in cerca di cibo. Qualche lupo è stato avvistato persino alla periferia della capitale Stoccolma, tanto da allertare la polizia locale che consiglia ai cittadini di non uscire dalle proprie abitazioni se non strettamente necessario e di segnalare l‘eventuale presenza di animali selvatici nelle aree abitate. Anche nella vicina Finlandia non si scherza neppure.

L’intenso “gradiente barico” cosi formato ha richiamato forti venti da E-NE e NE che hanno spazzato tutta l’Ucraina meridionale, la penisola di Crimea, per investire in pieno delle coste della Romania e Bulgaria, dove le gelide e impetuose correnti da NE hanno addossato una consistente nuvolosità, lungo il versante orientale dei Carpazi (effetto “stau“), che ha prodotto delle nevicate, a tratti anche intense. Lungo le rive rumene e bulgare del mar Nero si sono manifestate delle vere e proprie bufere, con raffiche di vento che hanno superato gli 80-90 km/h, creando non pochi disagi, con alberi sradicati e tetti di abitazioni interamente divelti. I forti venti che hanno spazzato il mar Nero hanno originato anche delle mareggiate lungo le coste della Romania e Bulgaria. A Kogalniceanu, in Romania, è caduta una fitta nevicata accompagnata da forti raffiche da N-NE che hanno lambito gli 83 km/h. Neve e forte vento anche a Tulcea ed in altri centri della Romania orientale, dove il manto nevoso ha coperto strade e macchine parcheggiate, mentre nei Carpazi orientali le tormente degli ultimi giorni hanno isolato numerosi villaggi, con depositi di oltre 1 metro di neve fresca. I “Blizzard” non hanno risparmiato nemmeno la capitale Bucarest che è stata travolta da neve, a tratti forte, con forti raffiche di vento da NE, fino a 77 km/h, e temperatura inchiodata sotto la soglia dei -10°. L’aeroporto della città è stato chiuso, con la cancellazione di numerosi voli, a causa della forte nevicata e delle intense folate di vento.
Spostandoci in Bulgaria, le bufere di neve non potevano risparmiare la città di Varna, particolarmente esposta alle burrasche provenienti dal mar Nero. Anche qui le nevicate sono state accompagnate da forti raffiche di vento, da N-NE e Nord, che hanno sfiorato gli 80 km/h, con i fiocchi di neve resi orizzontali. Quasi buona parte dell’intero territorio bulgaro è coperto da una spessa coltre di neve e ghiaccio. Nelle aree più interne il manto nevoso supera abbondantemente il metro di altezza. La capitale Sofia, ad oltre 500 metri di quota, è sommersa dalla neve, mentre il termometro scende a -14°, dopo i -21° archiviati il 1 Febbraio scorso. Nella giornata odierna il sistema perturbato responsabile delle fitte nevicate e delle forti burrasche di vento sul mar Nero andrà rapidamente a colmarsi per spostarsi verso la Turchia orientale, dispensando delle nevicate sparse su buona parte dell’altopiano Anatolico e sulle coste settentrionali turche, da Istanbul fino alle città di Unye e Ordu, con nuove imbiancate sino alle spiagge. Nella giornata di domani i resti di questa circolazione perturbata si allontaneranno verso l’estremo est della Turchia e il confine con l’Armenia e il settore più nord-occidentale del confine iraniano, dove venerdì ci potranno esserci delle nevicate tra l’Armenia e il nord dell’Iran, specie nella zona di Tabriz.
