
Non accenna a placarsi la violenta Bora che ormai da oltre 12 giorni continua a soffiare senza sosta su Trieste e su tutta la costa dalmata e istriana, con raffiche che superano agevolmente i 140-150 km/h. Del resto, con questo tipo di assetto configurativo, con un solido ponte anticiclonico esteso dall’Atlantico alla Siberia occidentale, che vede lo scorrimento di fredde correnti nord-orientali che trasportano diversi nuclei di aria gelida, di vecchie origini russe, verso la MittelEuropa e l’area danubiana, la porta della Bora (altopiano del Carso, tra il monte Nanos e il gruppo del monte Nevoso) rimane aperta per più giorni, soffiando in maniera impetuosa, con raffiche di oltre i 100-120 km/h. Nella giornata di ieri, con l’approfondimento della ciclogenesi sul medio-basso Tirreno, le raffiche di Bora, discendenti dall’altopiano del Carso si sono fatte davvero molto violente e turbolente, tanto da soffiare con punte che hanno superato i 150-160 km/h. Le fortissime raffiche da E-NE, scivolando a gran velocità verso il golfo di Trieste, hanno raggiunto delle velocità davvero impressionanti.