Il crudo episodio invernale che sta sommergendo di neve buona parte delle regioni del centro-nord, con accumuli che superano ormai i 2-3 metri di spessore in molte aree dell’entroterra di Romagna, Marche, Abruzzo e Molise, purtroppo è destinato a far parlare di se ancora per molto tempo visto gli enormi disagi cagionati e gli ingenti danni economici, specie nel settore agricolo, che stanno mettendo in ginocchio intere comunità. Praticamente mezza Italia è ormai sotto una spessa coltre nevosa, inclusa la Sardegna settentrionale (stamattina la neve ha imbiancato Sassari e l’aeroporto di Alghero, con fioccate coreografiche a Capo Caccia e sull‘Asinara), un evento che non accadeva dalle grandi invernate del 1956 o del 1985. In quelle annate, a differenza di questa, il manto nevoso riuscì ad estendersi fino alle coste della Campania e sulla Puglia, nell’area a sud di Bari, coprendo i 2/3 dell’intero territorio nazionale. Nelle prossime ore non è atteso nulla di buono visto che continuerà a nevicare lungo le coste adriatiche, fra Emilia, Romagna, Marche e Abruzzo, con fenomeni che dovrebbero divenire meno intensi e persistenti nel corso della giornata di domani, distribuendosi a macchia di leopardo sul territorio.

Domani, infatti, il maltempo tenderà ad estendersi verso le regioni meridionali, con lo spostamento dell’area depressionaria, presso il suolo, verso l’alto Ionio. Ciò favorirà una propagazione delle gelide correnti dai quadranti settentrionali verso l’estremo sud e la Sicilia, dove si realizzerà un importante calo dei valori termici a tutte le quote. Al contempo, la grossa goccia fredda presente a 500 hpa (vortice chiuso in quota), con un nocciolo gelido composto da isoterme di -36°/-38° (valori notevoli), rimarrà posizionato attorno le coste della bassa Toscana e l’alto Lazio, continuando a pilotare nuovi impulsi d’aria gelida che dalla regione carpatico-danubiana si muoveranno verso tutta la penisola, favorendo un proseguimento dei fenomeni nevosi fra Romagna, Marche, Abruzzo, Umbria e sul Molise, per i soliti annuvolamenti da “stau“ lungo il versante orientale della dorsale appenninica.
Le nevicate comunque dovrebbero attenuarsi dalla seconda parte del giorno, anche se continueranno le fioccate sparse. Sulle regioni settentrionali invece si attende un graduale miglioramento, specie sul nord-ovest, dove si apriranno delle schiarite, in un contesto davvero molto rigido. Al sud e sulla Sicilia è previsto un peggioramento, per lo spostamento del minimo barico al suolo verso lo Ionio. L’allontanamento dell’area di bassa pressione, nei bassi strati, provocherà un progressivo aumento della nuvolosità che darà la stura a nuove nevicate, fino a quote di bassa collina, sulla Campania, la Basilicata e la Calabria centro-settentrionale, con tanta neve fresca pronta ad imbiancare l’Irpinia, il materano, il cosentino e dal tardo pomeriggio/sera pure i rilievi del catanzarese e vibonese.
In mattinata e per buona parte della giornata delle piogge e locali rovesci investiranno la Sicilia e la Calabria tirrenica e il Salento. Ma gli impulsi di aria molto fredda, d’estrazione continentale, una volta scavalcato lo spartiacque dell’Appennino Tosco/Emiliano, si verseranno sul medio-alto Tirreno umidificandosi e impattando sulle coste e le alture retrostanti della Sardegna nord-orientale, generando degli annuvolamenti che nella mattinata di domani potrebbero portare delle nevicate, a carattere sparso, sulla Gallura e sul golfo di Olbia, con possibili imbiancate fino alle spiagge, specie fra nuorese e sassarese. La neve potrebbe lasciare un velo bianco anche sull’isola della Maddalena e Caprera. Nuvole e nevicate torneranno pure sul foggiano e sulle Murge, con accumuli fin dai 200 metri. Le nevicate, entro la serata, raggiungeranno pure i rilievi della Sicilia settentrionale, con quota neve pronta a scendere dagli 800 ai 700 metri (qualcosa più in basso sull’entroterra del palermitano ed ennese), mentre sulle coste avremo solo delle piogge sparse. Nella giornata di lunedi, mentre su tutto il nord è atteso un ulteriore miglioramento, le nuvole e le annesse nevicate interesseranno principalmente le regioni meridionali e i settori adriatici, con altre fioccate sparse concentrate fra le Marche, l’Abruzzo e il Molise.
Delle nevicate interesseranno anche l’area garganica, il nord della Puglia, la Basilicata, specie il materano, le zone più interne della Campania, e fin da quote collinari tutti i principali comprensori montuosi di Calabria e Sicilia, dove nel pomeriggio la quota neve potrebbe spingersi fin sotto i 300-200 metri sulla Calabria settentrionale e a quote un po’ più alte, sui 500-600 metri, anche sui monti della Calabria meridionale e della Sicilia, ma anche qui la previsione indica un ulteriore calo della quota neve. Durante la giornata di lunedi il bolide gelido in quota, con isoterme di -36° a 500 hpa, si spingerà verso il centro-sud, determinando una netta destabilizzazione atmosferica sulle regioni meridionali. L’instabilità crescerà notevolmente sul basso Tirreno, a causa della crescita dei contrasti termici fra l’aria gelida in quota e la più mite superficie del mare (gradiente termico verticale).
Da tali contrasti si svilupperanno intensi moti convettivi (correnti ascensionali) che costruiranno degli annuvolamenti cumuliformi, con la nascita di diverse “cellule temporalesche marittime”, cariche di rovesci e fenomeni nevosi fin dalle basse quote, che dal pomeriggio e dalla serata successiva si spingeranno verso le coste della Calabria tirrenica e la Sicilia settentrionale, dove la neve, in presenza di rovesci, potrà scendere al di sotto dei 600-500 metri sulla Catena Costiera, le Serre, l’Aspromonte, le Madonie, i Nebrodi e i Peloritani. Durante il transito dei temporali la neve potrebbe imbiancare persino le vette di Stromboli, Salina, Filicudi e Alicudi, nelle Eolie. Martedi si avranno residui fenomeni tra la Puglia, con fiocchi fino al piano sul foggiano e sotto i 200-300 metri sulle Murge baresi, e su buona parte della Sicilia settentrionale e occidentale, con nevicate a quote di 500-600 metri sulle Madonie, Nebrodi e Peloritani, dove cadrà altra neve fresca che si aggiungerà a quella vecchia caduta dopo le abbondanti nevicate delle scorse settimane che hanno lasciato accumuli notevolissimi, di oltre 1.5 metri, tra Nebrodi e Madonie.
