
Sulle coste invece si avranno delle piogge fredde, che occasionalmente potranno essere accompagnate da brevi grandinate e rovesci di graupel o gragnola. Le nevicate più intense dovrebbero riguardare l’entroterra abruzzese, quello molisano, l’est della Basilicata e buona parte della Puglia settentrionale, dove i fenomeni insisteranno fino al tardo pomeriggio e alla serata successiva, dispensando degli accumuli abbondanti. Tra i colli della Romagna, le Marche, l’Abruzzo e il Molise, potrebbero cadere altri 30-40 cm di neve fresca che aggiungendosi ai 1.5-2.0 metri di neve già accumulata al suolo rischiano di portare i depositi oltre i 2.5-3.0 metri nelle aree montuose, accrescendo pure il rischio di possibili slavine al primo rialzo termico. Non è del tutto escluso che qualche nevicata possa interessare, fino a 300 metri di quota, le colline della Sardegna orientale, con probabili fioccate coreografiche fin sulle coste del nuorese e sassarese. Nella giornata di domani si assisterà ad un graduale miglioramento, con l’apertura di maggiori schiarite sulle regioni settentrionali e lungo le coste tirreniche, dove i cieli spazieranno da quasi sereni a parzialmente nuvolosi. I venti da NE invece addosseranno una residua nuvolosità che darà la stura a deboli nevicate sparse fra maceratese, Abruzzo, Molise, est della Basilicata, Gargano, alta Murgia e sui versanti orientali del Pollino e della Sila, dove la neve cadrà fino a quote collinari. Si tratterà però di fenomeni in lenta attenuazione e occasionali che andranno a diradarsi gradualmente già dal pomeriggio e dalla serata successiva, dando spazio ad un successivo miglioramento, con l‘arrivo di maggiori aperture. Solo l’entroterra molisano, l’est della Basilicata, il nord della Puglia e i versanti orientali di Pollino e Sila, rimarranno penalizzati da qualche debole nevicata, a carattere sparso, che dovrebbe allentare la presa dalla mattinata di giovedi, con l‘indebolimento della ventilazione nord-orientale.
Sale la preoccupazione per il peggioramento che venerdi 10 Febbraio potrebbe scaricare altre intense e persistenti nevicate in quasi tutto il centro-nord, con accumuli al piano tra Toscana e Lazio
Purtroppo la tregua di giovedi sarà alquanto effimera visto che dalla serata sopraggiungerà un nuovo intenso peggioramento che potrebbe ammantare di neve l’intero centro-nord, con forti nevicate in arrivo tra Toscana, Emilia/Romagna e Marche. Tutto per colpa di un nuovo impulso di aria gelida che dalla Russia meridionale si spingerà verso l’Europa centro-orientale, la MittelEuropa e la regione alpina, penetrando sul territorio nazionale tramite fortissime raffiche di Bora che dal golfo di Trieste e dalle coste dell’Istria e della Dalmazia si verseranno verso l’Adriatico centro-settentrionale, incanalandosi all’interno del Catino Padano sotto sostenuti e gelidi venti orientali che si tufferanno sul mar Ligure con forti venti di Tramontana e Grecale, già nella serata di giovedi.
L’aria gelida, di vecchie origini continentali, versandosi sopra le miti acque del mar Ligure si mescolerà con gli intensi venti di “Mistral“ che sfonderanno dalle valle del Rodano, favorendo la genesi di un’area depressionaria orografica sul mar Ligure, ben strutturata nei medi-bassi strati, che andrà ulteriormente ad approfondirsi nella giornata di venerdi per muoversi in direzione della Corsica e del medio-alto Tirreno. Tale ciclogenesi avrà il merito di richiamare umidi venti di Libeccio sul Tirreno e di Scirocco sull’Adriatico, che confluiranno sopra le gelide correnti di Bora e Grecale che interesseranno tutto il centro-nord e la Toscana. Lo scorrimento d’aria più mite e molto umida, sopra l’aria molto fredda continentale, agevolerà lo sviluppo di intensi corpi nuvolosi che daranno la stura a nevicate diffuse su tutte le regioni settentrionali, dal Piemonte al Veneto e al Friuli Venezia Giulia, e su parte del centro-nord, con nevicate e accumuli sin dalle pianure di Toscana, Marche, Umbria e forse pure l’alto Lazio. Probabili fiocchi e accumuli su Roma nella mattinata e primo pomeriggio di venerdi, anche se i sostenuti venti di Libeccio in risalita dal Tirreno potrebbero mangiare il “cuscino freddo” persistente presso il suolo, riscaldando la colonna d’aria sovrastante e trasformando l’iniziale nevicata in pioggia. Tanta neve è attesa su tutte le regioni del nord, in Liguria, Emilia, Romagna, Marche e Toscana, con depositi molto importanti fin dal piano che causeranno nuovi inevitabili disagi, soprattutto nel settore dei trasporti. Preoccupa non poco la situazione dell’Appennino che si ritroverebbe ad essere nuovamente sommerso, con accumuli molto abbondanti sui monti di Emilia/Romagna, Toscana e Marche. L’emergenza è tutt’altro che finita e bisognerà tenere conto di questa nuova ondata di nevicate che rischia di spaccare in due l’intero paese, con un ulteriore aggravamento delle emergenze.
