
Oltre al gelo e alle nevicate, fino a quote pianeggianti su buona parte delle regioni centro-settentrionali, bisognerà fare attenzione anche ai forti e gelidi venti di Bora, Grecale e Tramontana che nelle prossime ore sferzeranno buona parte del territorio italiano. La ciclogenesi che si sta strutturando a tutte le quote, a ridosso del medio-alto Tirreno, oltre a generare le estese nevicate che in queste ore stanno imbiancando buona parte del nord, le coste liguri, l’alta Toscana e il nord delle Marche, fino all’anconetano, favorirà un ulteriore accelerata al gelido flusso orientale che porta i primi refoli di aria gelida russo-siberiana verso le nostre regioni centro-settentrionali. Nella mattinata odierna l’area depressionaria, caratterizzata da un minimo barico al suolo stimato attorno ai 1002 hpa, si porterà in direzione delle coste laziali, non lontano dall’area della capitale che si troverà lungo la linea di confluenza fra l’aria molto fredda, di lontane origini russe-siberiane, in sfondamento dalla regione carpatico-danubiana, e le masse d’aria molto più temperate e umide, di origini mediterranee, che scorrono fra il Canale di Sardegna, la Sicilia e il basso Tirreno, con sostenuti, a tratti intensi, venti dai quadranti occidentali. La ciclogenesi nel corso della mattinata, venendo agganciata in quota da un flusso umido occidentale che scorre sopra le coste nord-africane, si sposterà nel cuore dell’Italia centrale, fra l’entroterra di Lazio, Abruzzo e Molise, da dove richiamerà forti e burrascosi venti di Bora che dall’altopiano del Carso si getteranno a gran velocità verso l’area del golfo di Trieste e tutta la costa Dalmata, con raffiche capaci di superare persino i 120-130 km/h. A Trieste si potranno superare i 120-130 km/h. Localmente però, specie lungo la costa slovena e sul nord della Dalmazia, non sono escluse raffiche discendenti ben superiori ai 130-140 km/h. La gelida Bora, che sferzerà buona parte dell’alto Adriatico, fino alle coste di Romagna e Marche, con la classica componente da E-NE, verrà resa ancora più potente dal fitto “gradiente barico” (notevoli differenze di pressione) che la ciclogenesi italica determinerà nei confronti dell’Europa centro-orientale, dove regna incontrastata la possente cellula anticiclonica termica, con massimi prossimi ai 1060 hpa sul nord delle pianure Sarmatiche (un anticiclone davvero gigantesco).
Questo notevole squilibrio barico, tra Europa centro-orientale e Mediterraneo centrale, attiverà sostenuti venti dai quadranti nord-orientali che dai Carpazi e dalle pianure dell’Ungheria spingeranno l’aria gelida russo-siberiana verso Croazia e Slovenia, per farla traboccare sul nostro paese attraverso la prima porta della Bora che è presente sul Carso, tra il monte Nevoso e i rilievi croati. Da qui, i vari nuclei d’aria gelida e molto pesante, si tufferanno di gran corsa verso l’alto Adriatico, con fortissime raffiche, di tipo “Catabatico”, che si avvertiranno su tutto l’alto Adriatico, dall’Istria alla Dalmazia, con folate particolarmente violente per la navigazione marittima (ma anche per le navi ormeggiate nei porti croati o nello scalo triestino non mancheranno i problemi). Dopo aver attraversato il golfo di Trieste i gelidi venti di Bora si apriranno a ventaglio verso il Friuli, il Veneto, le coste della Romagna fino alle Marche, dove soffieranno anche intensi, con raffiche capaci di superare i 70 km/h. L’alto Adriatico si mostrerà, già in mattinata, da molto mosso (forza 4) ad agitato (forza 5), con onde alte anche più di 2.5-3.0 metri che si abbatteranno sulle coste del Veneto, della Romagna e sui litorali marchigiani. I venti di Bora, in parte, si incanaleranno dentro la pianura Padana, attraverso una sostenuta ventilazione orientale, che batterà soprattutto il Veneto e l’Emilia, fino al parmense e al piacentino, determinando un ulteriore calo delle temperature.
