Addio Lucio Dalla: nel giorno del suo compleanno e dei funerali, anche l’Etna gli ha regalato l’ultimo saluto

Solo coincidenze ?
Il secondo tempo di Lucio Dalla.

  • 4 marzo 1943 = data di nascita di un certo Lucio Dalla e titolo di una delle sue canzoni più conosciute
  • 4 marzo 2012= data dei funerali dell’artista Lucio Dalla
  • 4 marzo 2012 = data in cui il vulcano più attivo attualmente in Italia inonda con le sue ceneri buona parte delle zone etnee, dello Stretto e della provincia di Reggio Calabria

Senza volere scomodare Euclide con i suoi teoremi matematici o Kant per gli assiomi gnoseo-filosofici, i tre accadimenti sopra enunciati sono dei postulati, in quanto narrano di fatti realmente accaduti.

I postulati, quindi, sono dati certi dai quali elaborare analiticamente la tesi da dimostrare, che, nella fattispecie, è: il nostro vulcano, l’Etna appunto, ha voluto salutare con una fumata spettacolare quel Lucio che aveva scelto una località etnea, Milo, come uno dei luoghi privilegiati della propria esistenza.

Sono nata e ho trascorso l’infanzia in un paese di montagna, Santo Stefano in Aspromonte, in una casa tra i monti dalla quale, volgendo lo sguardo, a destra vedevo il mare dello Stretto e il panorama di Messina, a sinistra vedevo l’Etna, che quando eruttava, di notte, rappresentava per me un faro, un punto di riferimento. Questa visione è diventata per me un’esigenza, per cui anche adesso, nella mia casa reggina, la prima cosa che facccio al mattino, appena alzata, è guardare , dal balcone, il mare e l’Etna. Lo spettacolo è sempre fantastico e stamani lo è stato ancor di più: un’esplosione fantasmagorica di fuoco, lapilli e fumo veniva fuori dal cratere a forma di fungo e questo materiale trasportato dal vento, ricadeva in ogni dove come nera pece, quasi a ricordare, in una domenica di Quaresima, la caducità umana.

Perchè non pensare che oggi il nostro bel vulcano abbia voluto rendere omaggio a un suo figlio adottivo, che si sentiva partecipe della sicilianità intesa come valore aggiunto fondamentale per il suo vissuto?

Solo un affetto particolare poteva spingere un bolognese doc, come Dalla, ad eleggere come sua dimora anche Milo, vicino Catania, alle falde del vulcano, zona fertile di vigneti, con i quali l’artista si è misurato producendo un vino di nicchia, riservato agli amici, a quanto pare, molto gradevole, che il cantante ha voluto chiamare Stronzetto, quasi come a darsi egli stesso con ironia un soprannome che lo rappresentasse iperbolicamente. Proprio l’iperbole disegna forse bene la figura di Lucio Dalla, che nomen omen, portava già nel nome il suo destino : dare luce. Proprio come un vulcano in attività, Dalla eruttava, esplodeva continuamente luce artistica con sconfinata energia. Luce che in campo musicale rimarrà per sempre.

Mimma Suraci