
”Chiediamo inoltre se non si intenda verificare la sussistenza, nei capitoli di spesa del Dicastero, di risorse economiche utili a garantire interventi di emergenza che possono ridurre il rischio di interruzione del servizio”, ”Evidentemente”, prosegue Realacci, ”ci troviamo di fronte a fenomeni acutizzati dai mutamenti climatici, che determinano situazioni anomale con alternanza di eventi meteorologici estremi di grande intensita’ e violenza, con periodi di forte deficit di precipitazioni, per far fronte ai quali sono necessarie politiche piu’ efficaci e credibili sia sul fronte della mitigazione dei processi in atto che sul fronte dell’adattamento agli stessi”. Nell’interrogazione si evidenzia come tale siccita’ sia successiva ad un anno, il 2011, gia’ caratterizzato da scarsita’ di precipitazioni che hanno determinato l’uso intensivo delle risorse di falda per poter garantire l’approvvigionamento idrico durante tutta la stagione estiva e dei primi mesi autunnali, con un conseguente depauperamento delle stesse risorse.
Inoltre l’indice di siccita’ (Spi Standardized Precipitation Index) 2011, calcolato su base annua, evidenzia ampie aree della Regione in cui si registra un livello di siccita’ severo e lo stesso indice riferisce un livello di siccita’ piu’ alto nel II semestre dell’anno, in particolar modo in tutto il bacino dell’Arno, caratterizzato da un livello di siccita’ severo, con punte di siccita’ estrema. Una situazione di siccita’ analoga si registra anche nel bacino Toscana Costa e nelle zone di alimentazione dell’Ombrone Grossetano. Inoltre le precipitazioni cumulate da marzo a novembre 2011 per le provincie di Arezzo, Firenze e Pisa risultano rispettivamente inferiori del 21%, 34% e 40% rispetto al 2007 e del 38%, 42% e 44% rispetto al 2003, anno di una grave crisi idrica che coinvolse tutta la regione, tanto da determinare la dichiarazione dello stato di emergenza. Vista la gravita’ della situazione, sono aperti da tempo tavoli tecnici e istituzionali coordinati dalla Regione e dalla Autorita’ di bacino dell’Arno. Lo stesso gestore del servizio idrico della Toscana centrale, Publiacqua, ha piu’ volte nei mesi scorsi richiamato la criticita’ delle condizioni delle risorse idriche che da mesi impegnano risorse e personale per evitare disagi ed emergenze.
