
“Le catture sono state inferiori al previsto a causa delle condizioni climatiche e degli atti di sabotaggio compiuti dagli attivisti“, ha spiegato l’agenzia per la pesca nipponica. Gli attivisti dell’organizzazione ambientalista Sea Shepherd, che ha sede negli Stati Uniti, hanno seguito come ogni anno le baleniere nipponiche a bordo delle proprie navi per impedire la cattura dei cetacei, lanciando bombe puzzolenti, vernice o bloccando le eliche con le corde. E’ il secondo successo per gli ecologisti, dopo che l’anno scorso il Giappone era stato costretto a interrompere in anticipo la campagna di pesca a causa dei loro attacchi, portando a casa appena 172 balene (1/5 dell’obiettivo prefissato).