
”I ramoscelli di mimosa regalati l’otto marzo non rappresentano – sottolinea la Coldiretti – solo un bel pensiero ma anche un gesto di grande valore ambientale perche’ la coltivazione di questo prezioso fiore e’ realizzata con tecniche eco-compatibili soprattutto nei tipici terrazzamenti della Liguria che si affacciano sul mare, altrimenti destinati al degrado e all’abbandono”. E’ nel 1946 che la mimosa diviene il simbolo della festa della donna perche’ sboccia in questo periodo ed assume il significato di autonomia e liberta’. ”Un fiore che dietro una fragilita’ apparente mostra – sottolinea la Coldiretti – una grande forza con la capacita’ di crescere anche in terreni difficili. Per conservare l’omaggio – conclude la Coldiretti – si consiglia di tagliare quanto prima gli steli che devono rimanere per due ore in acqua pulita e inacidita con due gocce di limone. Vanno quindi collocati in piena luce e mantenuti in ambiente fresco e umido perche’ la mimosa rilascia molta acqua attraverso la traspirazione e bisogna evitare che la grande perdita di liquidi faccia seccare rapidamente il fiore”.
