Massima allerta sulle coste dell’Australia nord-occidentale per il “landfall” del ciclone tropicale “Lua” ad est della città di Port Hedland, nella regione occidentale del Pilbara. La tempesta, l’ultima di una serie di sistemi tropicali organizzati che da mesi infesta il mar di Timor e le acque antistanti le coste australiane nord-occidentali, è nata la scorsa settimana proprio nel tratto di mare a largo delle coste del Pilbara occidentale. Molto probabilmente, nella sua formazione, avrà influito la sostenuta circolazione monsonica da NO (non sarebbe altro che il proseguimento del Monsone di NE che una volta attraversato l’equatore geografico tende a piegare più da Ovest, raggiungendo gli arcipelaghi meridionali indonesiani con una componente più da O-NO o NO) che in questo periodo investe i mari indonesiani, dall’isola di Giava a quella di Timor, con una ventilazione a tratti molto sostenuta, specie davanti Giava. Il flusso monsonico nord-occidentale, che prosegue verso il mar di Timor e il mare degli Arafura, davanti le coste dell’Australia settentrionale, ha investito la perturbazione tropicale, determinando al suo interno un moto rotatorio che si è rapidamente intensificato grazie all’apporto di aria molto calda e umida proveniente dalla superficie oceanica che ha esaltato l’attività convettiva, favorendo lo sviluppo di enormi nubi temporalesche torreggianti che iniziavano a ruotare, in senso orario (siamo nell’emisfero australe), attorno ad un minimo barico ben definito nei medi-bassi strati della troposfera. Ciò ha originato la tropical storm “Lua” che nei giorni scorsi ha avuto il vantaggio di rimanere relegata in mare aperto, a largo delle coste dell’Australia nord-occidentale, sopra acque superficiali piuttosto calde, con valori superiori ai +28°, che gli hanno permesso una rapida intensificazione.

Rimanendo per più giorni in mare aperto “Lua” ha continuato a rafforzarsi, aspirando una gran quantità di calore latente e vapore acqueo dalla calda superficie marina, ingredienti fondamentali che hanno continuato ad alimentare una intensa attività convettiva al suo interno, con lo sviluppo di grossi “Cluster temporaleschi” che per fortuna hanno scaricato il grosso delle precipitazioni in mare aperto. Nella giornata di giovedi 15 “Lua” è diventata ufficialmente un ciclone di 1^ categoria sulla Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti cresciuti sopra i 120 km/h e raffiche di vento ad oltre i 140 km/h. Divenendo un ciclone, a tutti gli effetti, “Lua” ha cominciato a rappresentare un serio pericolo per le coste della regione del Pilbara, tanto da allertare la protezione civile e tutte le autorità dell’Australia nord-occidentale per il suo sempre più probabile “landfall”. Nella città di Port Hedland, in previsione dell’arrivo di “Lua”, è stata predisposta una allerta meteo, mentre tutta la popolazione residente lungo le aree costiere è stata avvisata sul rischio di possibili ondate di mare, il cosiddetto “Storm Surge”, generate dal progressivo avvicinamento del ciclone lungo le coste del Pilbara.
Lo stesso porto di Port Hedland, uno dei più grandi del mondo per esportazione di ferro e minerali, è stato chiuso in previsione del passaggio della tempesta. Nella giornata di ieri i timori delle autorità australiane e dei cittadini di Port Hedland si sono puntualmente concretizzati con l’ulteriore rinforzo del sistema tropicale che è riuscito a raggiungere la 2^ categoria della Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti che hanno oltrepassato i 150 km/h attorno all’occhio del ciclone. L’ulteriore intensificazione di “Lua”, che nel frattempo continuava a muoversi verso sud-est, avvicinandosi sempre più alle coste della regione del Pilbara, ha generato delle forti tempeste di vento che hanno spazzato il tratto di mare a largo di Port Hedland, con venti medi sostenuti che hanno raggiunto i 140-150 km/h e onde di “mare vivo” che all’interno dell’area perturbata hanno superato i 7-8 metri di altezza, rappresentando un serio pericolo per la navigazione marittima.
Nelle ultime ore il ciclone “Lua” ha effettuato il “landfall” sulle coste del Pilbara, non lontano dalla città di Port Hedland, causando venti forti e piogge molto intense
Nel corso della mattinata odierna il ciclone tropicale “Lua”, come previsto, si è avvicinato alle coste del Pilbara effettuando il “landfall” definitivo a ridosso della cittadina di Pardoo, poco ad est della città di Port Hedland che è stata parzialmente graziata dalla furia della tempesta. Poco prima del “landfall”, l’arrivo della tempesta sulle coste del Pilbara è stato preceduto dall’attivazione di forti venti da S-SE e Sud (quindi da terra) che hanno spazzato la costa del Pilbara fino alla città di Broome, con forti raffiche, fino a 80-90 km/h, localmente 100 km/h, provenienti dall’arido entroterra. A Port Hedland, durante la prima mattinata, prima del passaggio del ciclone, i venti hanno cominciato a soffiare da S-SE e Sud, con raffiche molto intense che hanno sfiorato gli 80 km/h.
Subito dopo il “landfall” di “Lua”, quando la pressione è scesa sotto i 985 hpa, raggiungendo il suo picco minimo, il forte vento ha cominciato a ruotare da SO e O-SO, perdendo gradualmente di forza e intensità. Per fortuna le tempeste più violente, con venti medi sostenuti fino a 130-140 km/h, annesse alla parte occidentale e settentrionale del ciclone, si sono concentrata in mare, risparmiando la costa. Ciò ha anche evitato l’avvento di mareggiate particolarmente violente e del tanto temuto “Storm Surge” che avrebbe avuto conseguenze ben peggiori, soprattutto nella città di Port Hedland, dove sorge una delle strutture portuali più importanti del continente australiano. Durante il “landfall” il ciclone “Lua”, subito declassato a tempesta tropicale dopo che l’occhio centrale ha impattato sopra la terra ferma, ha scaricato piogge intense e forti rovesci nel tratto di costa ad est di Port Hedland e Partoo. “Lua” si è poi spostata molto rapidamente verso le aree interne del Pilbara, dove tuttora i resti del ciclone tropicale, ormai declassato a tempesta tropicale, stanno dando luogo a forti rovesci di pioggia, accompagnati da intense raffiche di vento, che superano anche i 60 km/h. Venti piuttosto sostenuti, pronti a disporsi dai quadranti occidentali, con delle piogge sparse, stanno interessando pure il settore più sud-occidentale del Kimberley, con risentimenti fino all’arida area del Gran Deserto sabbioso dell’Australia centro-occidentale, dove l’intensa ventilazione potrà provocare pure delle tempeste di polvere, con drastiche riduzioni di visibilità. Nelle prossime 24 ore i resti di “Lua”, in declassamento a semplice depressione tropicale, finiranno sull’entroterra desertico dell’Australia occidentale, fra la zona di Newman, Jigalong e la parte più occidentale del deserto di Gibson. I resti della circolazione depressionaria tropicale, ormai in fase di colmamento, daranno luogo a delle piogge e residui rovesci di pioggia che verranno accompagnati da venti piuttosto sostenuti che potranno sollevare delle tempeste di polvere fra il deserto di Gibson e l’area del Gran Deserto sabbioso australiano. Non è esclusa, soprattutto durante centrali del giorno, la formazione di grosse cellule temporalesche che potranno dare la stura a intensi rovesci di pioggia in pieno deserto. Entro lunedi i resti di “Lua” dovrebbero definitivamente colmarsi, scaricando le ultime residue precipitazioni nel cuore dell’entroterra desertico dell’Australia occidentale.
