
Esso è caratterizzato da un rapido aumento della temperatura e da una elevata variabilità nel campo delle precipitazioni. A marzo le perturbazioni che attraversano il nostro territorio tendono a provenire sia da nord ovest, come avviene nella maggior parte dell’anno, ma anche da ovest, come avviene prevalentemente in inverno.
In questo periodo si formano spesso dei minimi di pressione sull’Africa settentrionale, che sulle nostre regioni, soprattutto quelle meridionali, si traducono in forti venti di scirocco. Le temperature sono in costante aumento, soprattutto al nord dove il clima è più continentale e le temperature delle ore diurne passano tranquillamente da 6° a 12°. Le temperature massime giornaliere raggiungono valori medi fino a 14/15°C al Nord, con le minime che nel corso della prima decade posso ancora scendere al di sotto dello zero, eccezion fatta per le coste.
Nella prima parte del mese sono frequenti le irruzioni di aria fredda che possono abbassare la temperatura anche di una decina di gradi, come ad esempio è avvenuto nel 1971 quando è nevicato anche in Sicilia al livello del mare (il giorno 6/3/71 si è verificata la più bassa temperatura presente nell’archivio elettronico del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare, -34.6°C a Pian Rosà, una stazione situata a 3450 metri di altitudine). In genere tuttavia si cominciano a togliere i cappotti e, nelle ore diurne, per strada si stà bene anche con un pullover di media pesantezza.
In questo mese, a parte rare eccezioni, le nevicate sono possibili solo al nord o sui rilievi, al di sopra dei 1000 metri. Nella Pianura Padana i casi di nebbia cominciano a diminuire o, comunque, sono limitate alle ore notturne. Al sud i giovani cominciano spesso a fare i bagni al mare.
Il vento, a marzo, in genere è abbastanza sostenuto; dal punto di vista scientifico, il fenomeno si spiega con l’addensarsi delle isobare sul nostro territorio, dovuto al movimento della zona anticiclonica atlantica verso nord ed alla resistenza opposta dalla pesante massa di aria fredda che staziona sull’Europa centrale.
I mari sono mossi e, quando il vento persiste nella stessa direzione con intensità elevata, diventano spesso agitati.
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