Venerdi’ prossimo a Rotondella (Matera), dove e’ ubicato dagli anni ’60 il Centro Enea-Trisaia (all’epoca Cnen) in passato operante in attivita’ nucleare (Itrec, ciclo uranio-torio), e’ in programma venerdi’ prossimo la presentazione e l’avvio del progetto di ”Biomonitoraggio ambientale mediante l’utilizzo delle api per il controllo della radioattivita’ nel territorio”. L’incontro si terra’ nella palestra dell’Istituto Comprensivo ”Giovanni XXIII” con inizio dei lavori previsto per le ore 17,00. L’iniziativa e’ dell’Assessorato all’Ambiente del centro jonico in collaborazione con l’Universita’ di Bologna. Il programma prevede l’intervento iniziale del sindaco Vincenzo Francomano e quelli introduttivi di Walter Lobreglio (assessore all’ambiente) e di Nicola Castronuovo (Dirigente Area tecnica del Comune di Rotondella). Seguiranno le relazioni di Claudio Porrini (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroambientali-Universita’ di Bologna) e di Severino Ghini (Dipartimento di Scienze dei Metalli-Elettrochimica e Tecniche chimiche dell’Universita’ di Bologna) e, quindi, l’intervento di Donato Viggiano, gia’ direttore del Centro Enea della Trisaia, attualmente Direttore generale del Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Basilicata. Questo progetto nasce in considerazione della funzione delle api come autentiche ”sentinelle” sul territorio nonche’ delle numerose esperienze avviate in diversi Paesi europei dopo il drammatico evento di Chernobyl.
L’etologo Giorgio Celli nel 1994 rilevo’ che le api sono degli ”ottimi indicatori biologici” perche’ segnalano il danno chimico dell’ambiente in cui vivono, attraverso due segnali: l’alta mortalita’ nel caso dei pesticidi e attraverso i residui che si possono riscontrare nei loro corpi, o nei prodotti dell’alveare, nel caso degli antiparassitari e di altri agenti inquinanti come i metalli pesanti e i radionuclidi, rilevati tramite analisi di laboratorio. ”Da circa venti anni – sottolinea Claudio Porrini – il nostro gruppo di ricerca presso l’Universita’ di Bologna, studia l’uso delle api come bioindicatori degli antiparassitari, dei metalli pesanti e dei radionuclidi in molte regioni d’Italia. Recentemente abbiamo esteso la nostra ricerca anche agli Ipa (Idrocarburi Policiclici Aromatici) ed ai microrganismi fitopatogeni (batteri)”.
