La fine della “Nina” sta favorendo un notevole rinforzo dell’Aliseo di NE fra l’area caraibica e la costa panamense

Come avevamo anticipato in un precedente articolo, inerente le gravi inondazioni che hanno colpito 12 province dell’Ecuador e la città di Manta, la caduta della “Nina” inizia ad innescare i primi contraccolpi climatici sulle coste pacifiche sud-americane e su parte dell’America centrale. Difatti, già nei giorni scorsi, il progressivo riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico orientale equatoriale, a largo delle coste pacifiche colombiane ed ecuadoriane, ha determinato un graduale calo del campo barico che ha favorito un notevole rinforzo dell’Aliseo di NE, proveniente dall’area atlantico-caraibica. Lungo il Pacifico orientale equatoriale, a causa del riscaldamento delle acque superficiali favorito da un temporaneo indebolimento dell’Aliseo di SE sul Pacifico sud-orientale (davanti l‘alta costa cilena e quella peruviana), la pressione è scivolata su valori al di sotto dei 1005-1004 hpa. Al contempo, lungo il mar Caraibico e sull’America centrale si è andato ad affermare il bordo meridionale di un robusto promontorio anticiclonico, con massimi di oltre i 1030 hpa attestati davanti le coste del North Carolina, che continua a determinare condizioni di tempo stabile e soleggiato.

Forti temporali sulla Colombia occidentale

Lungo il mar dei Caraibi e su buona parte degli stati dell’America centrale la pressione atmosferica si aggira fra i 1016 hpa e 1020 hpa. Le differenze bariche che si vengono a creare con la costa pacifica, interessata da un campo barico piuttosto livellato su valori che scendono al di sotto dei 1005 hpa, stanno innescando un notevole rinforzo dei venti associati all’Aliseo di NE (che in questo periodo soffia incontrastato su tutta l’area caraibica) che dall’Atlantico tropicale si muove dentro i Caraibi, raggiungendo le coste caraibiche dei singoli stati dell’America centrale, dal Belize fino all’Honduras e a Panama. L’infittimento delle isobare sta provocando un deciso rinforzo dei venti nord-orientali proprio lungo il settore più meridionale del mare dei Caraibi, li dove si concentra il “gradiente barico” (differenze di pressione) più importante, dove le correnti legate all’Aliseo raggiungono anche intensità di burrasca, con raffiche di vento ad oltre i 50-60 km/h.

Tali condizioni hanno innescato delle burrasche da NE sul settore sud-occidentale del mare Caraibico, che di conseguenza si è rapidamente agitato, con i venti più forti concentrati nel tratto di mare compreso fra la penisola colombiana di Guajira e le coste caraibiche panamensi, dove le raffiche da NE e N-NE hanno superato la soglia dei 60-70 km/h. Gli intensi venti da nord-est, dopo aver percorso il tratto di mare davanti le coste venezuelane e quelle colombiane, antistante la penisola di Guajira, si sono poi spinti verso le coste carabiche panamensi, con venti piuttosto sostenuti da N-NE e NE che hanno attraversato le aree più interne di Panama per poi uscire, con intense raffiche da NE ed E-NE, fin sul golfo di Panama e sul Pacifico orientale, nel tratto a nord-est delle isole Galapagos. A Santiago il vento medio sostenuto nella giornata di ieri ha superato i 37 km/h. Ma raffiche ben più intense hanno interessato buona parte della costa pacifica panamense, per la discesa di forti raffiche da N-NE e N-NE che hanno toccato picchi di oltre i 70-80 km/h. A David, domenica 11 Marzo, il forte vento da N-NE discendente dai rilievi dell‘entroterra, che imperversa da parecchi giorni, ha lambito gli 82 km/h, con diverse raffiche superiori ai 70 km/h.

Ma raffiche superiori ai 60-70 km/h si sono registrate in altre località panamensi, soprattutto lungo la costa pacifica. Venti piuttosto intensi hanno interessato pure la costa caraibica colombiana, da Barranquilla fino ad Apartado. A Barranquilla, in questi ultimi giorni, il vento medio da NE e N-NE ha superato i 47 km/h. Ad Apartado il vento medio ha superato i 43 km/h. I forti venti da NE stanno rendendo il mar Caraibico sud-occidentale da agitato (forza 5) a molto agitato (forza 6), con onde alte più di 3-4 metri, ben formate, che vanno ad abbattersi verso le coste carabiche panamensi, in particolare lungo il golfo di Los Mosquitos e i limitrofi arcipelaghi. Il mare agitato sta creando pure delle difficoltà alla navigazione marittima in tutta l’area. I sostenuti venti da NE continueranno ad investire il settore sud-occidentale del mar dei Caraibi e le coste colombiane e panamensi anche nei prossimi giorni. Al contempo, con l’indebolimento dell’Aliseo di SE che borda, con venti da S-SO e Sud le coste peruviane, una ampia fascia di “Calme equatoriale” continuerà a stazionare, per più giorni, proprio davanti la costa ecuadoriana e colombiana, favorendo cosi una forte attività convettiva e lo sviluppo di nuovi potenti “Cluster” e “sistemi temporaleschi multicellulari” che potranno arrecare altre piogge abbondanti, specie sulla zona costiera che va dalla città ecuadoriana di Guayaquil fino a quella colombiana di Cupica, dove saranno possibili fenomeni temporaleschi piuttosto intensi.