
L’invasione di detriti delle Cinque Terre e della foce del Magra nel Levante genovese era iniziata subito dopo il 25 ottobre. “A Sestri Levante – precisa Capelli – erano arrivate a terra una ventina di barche, anche gozzi. Sono venuti i proprietari a prendersele, uno diceva che non gli era rimasto altro. In quei giorni c’era una corrente fortissima, sui 3 – 4 nodi , che da Levante trascinava a Ponente tutto quello che era finito in mare. Non per nulla i tre corpi scomparsi a Vernazza sono stati trovati sulla Costa azzurra dopo un settimana. Il risultato e’ che tra Punta Mesco e Punta Manara il pesce e’ scomparso o e’ diminuito in misura notevole. I moscardini, in pratica, non ci sono piu’, altre specie, come triglie, seppie, polpi, sono calate del 70 per cento, i polpi ormai si trovano solo su fondali profondi 100 – 120 metri, dovrebbero essere a 50 – 60 metri”. Secondo Capelli “saranno una settantina le imprese di pesca che hanno subito un grave danno da questa vicenda. La zona tra Punta Mesco e Punta Manara – spiega – una volta era una sicurezza, male che andasse si sapeva che li’ certe specie c’erano si poteva salvare la giornata. Ora non solo il pesce e’ quasi sparito ma a fare la pesca a strascico da quelle parti si rischia di tirare su dei tronchi d’albero lunghi anche quindici metri. Basta un’onda cattiva e si puo’ danneggiare la barca”.
“Purtroppo – sottolinea Capelli – non possiamo andare tutti a pescare gamberi e scampi sui fondali piu’ profondi, non c’e’ spazio sufficiente, e le barche piu’ piccole non sono attrezzate per questo tipo di pesca. Ma il danno rischia di essere ancora piu’ grave di quanto risulti ora, perche’ non solo dove c’e’ la plastica i pesci sono infastiditi e non stanziano piu’, c’e’ il rischio che non tornino a riprodursi, che lascino la zona”. “La prossima riproduzione – aggiunge – e’ in settembre – ottobre. E poi, su quei fondali cresce la poseidonia, che ha un ruolo fondamentale nella catena alimentare. Bisogna intervenire, il materiale organico e’ degradabile, ma la plastica bisogna levarla. Noi pescatori saremmo ben lieti di mettere a disposizione le nostre barche per un’operazione di sgombero dei fondali, spero che le istituzioni intervengano”. Un intervento a breve termine non e’ in vista. “Ho saputo – dice l’assessore alla Pesca della Regione Liguria Giovanni Barbagallo – stiamo studiando il problema. Il fatto e’ che gli interventi sono molto costosi e le risorse scarseggiano. Cerchiamo una soluzione”.
