L’Aquila, il Sindaco: “abbiamo il dovere di pensare a una città moderna e giusta”

Abbiamo il dovere di ricostruire una citta’/territorio, piu’ giusta da vivere, piu’ dolce e piu’ moderna. Quella che ci si offre e’ un’occasione irripetibile. Coglierla non e’ una scelta ma, appunto, un dovere”. Lo ha detto il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, intervenendo, ad Assergi, al forum Ocse ”Abruzzo verso il 2030: sulle ali dell’Aquila”, che sta dibattendo del futuro del territorio terremotato. Cialente ha evidenziato anche un secondo dovere, che gia’ si era posto prima del sisma: ”dotarsi di un Piano strategico, che in Italia viene definito di terza generazione, in cui indicare dove la citta’ andra’, con cosa vivra’ e quali saranno le sue vocazioni”. Il sindaco ha ricordato che proprio qualche giorno prima del catastrofico evento, la Municipalita’ avrebbe presentato il suo di Piano. Ma non ci fu tempo. Arrivo’ il terremoto a scompigliare le vite di tutti ed anche questo. Ora il percorso di sviluppo riprende ”grazie anche – ha riconosciuto – al grande aiuto di osservatori esterni e disinteressati che ci stanno consigliando le migliori soluzioni che, non a caso, combaciano con le nostre”. Cialente si e’ detto meravigliato dello stupore generale per il ”clima atomizzato”, ”per il rancore e la sfiducia” e per il ”grande pessimismo” della comunita’ aquilana. ”Sono due anni che qui e’ tutto fermo – ha osservato – non sarebbe stato normale se non avessimo provato sentimenti simili”. Ha sottolineato poi la negativita’ della gestione commissariale che ”ha fatto saltare tutti i ponti nei rapporti tra le istituzioni locali”. Ed ha chiesto: ”Come fanno i cittadini ad avere fiducia nelle istituzioni quando non si capisce neanche a chi spetta la gestione della ricostruzione?”. Al ministro Barca, coordinatore del Forum, ha chiesto non solo ritorno all”’ordinarieta”’ ma recupero dell”’architettura democratica e amministrativa”. ”Se non si riparte subito, ed il fattore tempo e’ essenziale – ha ribadito con forza Cialenteil territorio corre seri rischi di ripresa”. E, infine, un’invettiva contro chi ”per sopravvivenza politica e’ riuscito a dividere la citta’ capoluogo dagli altri comuni; chi ha creato questa situazione verra’ punito nel tempo”.