Mercurio: il nucleo ferroso è più grande del previsto. Il pianeta è rimasto geologicamente attivo dopo la sua formazione

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NASA/JHUAPL/CIW-DTM/GSFC/MIT/Brown University. Rendering by James Dickson and Jim Head

Grazie alla navicella spaziale Messenger della NASA in orbita intorno a Mercurio, i ricercatori hanno scoperto che il nucleo di ferro del pianeta è più grande di quanto avessero pensato precedentemente, ed è probabile che sia sovrapposto ad un solido guscio di ferro e zolfo. Sembra inoltre che Mercurio sia rimasto geologicamente attivo per buona parte della sua storia evolutiva. La sonda Messenger rappresenta il primo veicolo spaziale ad essere entrato in orbita del primo pianeta del Sistema Solare nel Marzo del 2011. La sonda ha permesso una mappatura della superficie di Mercurio e la raccolta dei dati sulla composizione del pianeta, oltre a studiare l’ambiente magnetico e la sua tenue atmosfera. Ad oggi Messenger ha inviato quasi 100.000 immagini e ha effettuato oltre 4 milioni di misurazioni della superficie del pianeta. La campagna scientifica originale della sonda prevedeva una durata totale di circa 1 anno terrestre, ma la NASA, visti i risultati ottenuti, ha recentemente annunciato un’estensione della sua attività. Per mappare la topografia dell’emisfero nord del pianeta, i ricercatori si sono avvalsi di un altimetro laser, scoprendo che le altezze sono meno marcate rispetto a quelle di Marte o della Luna. Messenger ha anche osservato che i pavimenti all’interno dei crateri da impatto risultano notevolmente inclinati, alcuni dei quali addirittura sollevati sopra l’orlo. Questi studi suggeriscono che le forze interne del pianeta hanno spinto i crateri dopo l’impatto, fornendo le prove che Mercurio è rimasto geologicamente attivo a lungo dopo la sua formazione. Questo può sorprendere molti scienziati date le piccole dimensioni del pianeta. Attraverso le tracce radio, i ricercatori hanno anche stimato il campo gravitazioale di Mercurio, rilevando grandi anomalie gravitazionali associate ai grandi bacini da impatto. Calcoli sulla gravità suggeriscono inoltre che Mercurio ha un nucleo di ferro che comprende circa l’85% del raggio del pianeta (Per confronto, il nucleo di ferro della Terra copre circa la metà del suo raggio). Gli scienziati avevano sospettato che il pianeta avesse un nucleo molto grande, ma non pensavano che fosse addirittura gigantesco. Inoltre, sembra che il nucleo solido sia ricoperto da uno strato di solfuro di ferro, una caratteristica che non si conosce in altri pianeti di tipo terrestre. Le nuove scoperte dovrebbero aiutare a capire il passato di Mercurio e sulla formazione ed evoluzione dei pianeti rocciosi in genere. I due nuovi studi appaiono nel numero del 23 marzo della rivista Science.