Nucleare: la centrale dimenticata di Bataan, nelle Filippine. Completata nel 1982 ma mai entrata in funzione!

Domenica prossima il mondo si stringera’ in un abbraccio ideale al Giappone per ricordare il terribile terremoto e la gigantesca onda che devasto’ la costa orientale del Paese, provocando oltre 19 mila vittime tra morti e dispersi e innescando uno dei piu’ gravi incidenti nucleari dall’esplosione del reattore della centrale di Chernobyl nel 1986. Era l’11 marzo del 2011, lo tsunami provocato dal sisma si abbatte’ sulla centrale nucleare di Fukushima danneggiando irreparabilmente il reattore numero 4 e provocando una serie di reazioni che progressivamente coinvolsero altri tre dei sei reattori che componevano il parco dell’impianto. A distanza di un anno Greenpeace ha promosso nella capitale delle Filippine una mostra fotografica dal titolo “Sahdowsland” (Terra delle ombre) con le immagini scattate dai fotografi Robert Knoth e Anthony de Jong dopo il loro viaggio nella regione Fukushima con organizzazione ambientalista nell’autunno del 2011. Ricordando il Giappone, Greenpeace spera anche di attirare l’attenzione sul problema delle centrale nucleare filippina di Bataan completata nel 1982 e mai entrata in funzione. La centrale, che e’ costata 2,3 miliardi di dollari per la costruzione e 4,3 per la manutenzione, e’ stata realizzata dall’ex multinazionale americana Westinghouse (ora acquistata dai giapponesi della Toshiba) che aveva un contratto firmato con il governo filippino, allora guidato da Ferdinando Marcos, che dopo la crisi del 1973 scelse l’opzione nucleare per attenuare la dipendenza petrolifera del Paese.

Il contratto prevedeva la costruzione di due centrali da 1,1 miliardi di dollari l’una. Alla fine ne venne costruita una sola con un costo raddoppiato. Ma i lavori per quest’unica centrale, iniziati nel 197, vennero fermati nel 1979, dopo l’incidente alle centrale nucleare di Three Mile Island negli Usa. I piani di costruzione della centrale filippina erano infatti identici a quelli della centrale statunitense, anche quella costruita dalla Westinghouse, ed il governo di Manila ordino’ una revisione totale del progetto che porto’ ad un ritardo di due anni nella costruzione che venne ultimata appunto nel 1982. Da allora la centrale e’ rimasta inattiva, unico esempio al mondo di “archeologia industriale nucleare” per il quale i filippini continuano a pagare un salatissiomo conto di manutenziome. Recentemente la Toshiba ha fatto sapere che potrebbe attivare l’impianto, ma con un costo di adeguamento superiore al miliardo di dollari. Il nuovo presidente filippino, Benigno Aquino, figlio della ex presidente Corazon Aquino che chiuse la centrale, ha detto che pur non abbandonando le Filippine l’opzione per l’energia nucleare, non riaprira’ Bataan. Intanto su cosa fare dell’impianto, costruito su un promontorio battutto dal vento davanti al Mar Cinese Meridionale, si rincorrono i progetti, il piu’ fantasioso lo vorrebbe trasformare in un polo d’attrazione turistico. Come dire, in un’offerta di vacanza “atomica”.