La carenza di acqua, la siccita’ o le alluvioni potrebbero alimentare il rischio terrorismo in aree strategiche come il Medio Oriente, l’Asia del sud e il Nordafrica, e quello che l’acqua venga usata come arma tra gli stati. Questo quanto emerge da un rapporto basato su un National Intelligence Estimate distribuito ai parlamentari in ottobre ed il cui contenuto e’ stato divulgato in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, scrive il Washington Post. Anche se “un conflitto tra stati legato all’acqua” appare improbabile nei prossimi 10 anni, si legge nel rapporto, protratte carenze anche dopo quel periodo potrebbero iniziare ad avere ripercussioni per gli interessi di sicurezza degli Stati Uniti. “Considerando il fatto che i problemi di acqua diventano sempre piu’ gravi, la possibilita’ e’ che gli stati li usino come mezzo di pressione”, spiega un funzionario dell’intelligence, “o come arma laddove uno stato neghi ad un altro l’accesso all’acqua”. “E siccome i terroristi sono in cerca di strutture ad alta visibilita’ da attaccare”, “infrastrutture legate all’acqua” potrebbero diventare un bersaglio, aggiunge la stessa fonte. Il rapporto e’ stato messo a punto dall’ufficio del Director of National Intelligence, con contributi della Defense Intelligence Agency, la CIA ed altre agenzie. Parte dall’assunto iniziale che nei prossimi 10 anni non vi saranno “grandi svolte” nelle tecnologie legate allo sfruttamento idrico e che i paesi continueranno a portare avanti le loro attuali linee.
Rapporto Usa: “siccità e alluvioni tra le cause del terrorismo”
