
L’anticiclone delle Azzorre sale in cattedra per inglobare sotto la sua protezione buona parte dell’Europa centro-occidentale, incluso il bacino centrale del mar Mediterraneo e la nostra penisola. Difatti, il progressivo rinvigorimento dell’attività ciclonica alle alte latitudini, legata all’azione di un vortice canadese sempre più invasivo che prova ad estendere i propri elementi verso il nord Atlantico, fungerà da stimolo per una intensa rimonta dell’alta pressione delle Azzorre che si distenderà, lungo i paralleli, verso l’Europa centrale e il bacino centrale del Mediterraneo, tentando di premere ulteriormente ad est, in direzione della Polonia, della Slovacchia, dell’Ungheria e dei Balcani, dove si posizioneranno i bordi più orientali di questa robusta impalcatura anticiclonica che governerà il tempo in Europa per tutta la settimana. Attualmente, l’intenso getto polare, in uscita dall’area canadese, che scorre sopra l’Atlantico settentrionale e la Scandinavia, sta impedendo una espansione in senso meridiano dell’anticiclone oceanico che di conseguenza è costretto a estendersi lungo i paralleli con i propri elementi, invadendo tutto il comparto centro-occidentale europeo, la regione alpina e il bacino centrale del mar Mediterraneo, dove sta per aprirsi un periodo di maggiore stabilità atmosferica che dovrebbe perdurare fino al prossimo fine settimana.
Nei prossimi giorni il solido promontorio anticiclonico oceanico, grazie all’approfondimento di una ben strutturata circolazione depressionaria (minimo barico al suolo pronto a scendere sotto i 965 hpa) che si muoverà verso il mar di Norvegia apportando intenso maltempo sulle coste norvegesi centro-settentrionali, favorirà una estensione del robusto impianto anticiclonico fino ai Balcani, alla pianura danubiana e all’area dei Carpazi, dove arriveranno le isobare di 1020-1025 hpa. Questa ulteriore spinta del promontorio anticiclonico verso l’area carpatica, i Balcani e l’Egeo avrà ripercusioni importanti sull’andamento del polar jet sulle alte latitudini del vecchio continente. Infatti, il getto polare proveniente dal nord Atlantico sarà costretto a scorrere, a gran velocità, lungo il margine più settentrionale della struttura anticiclonica, seguendo un ampia curvatura in senso orario (onda anticiclonica) che dalle isole Britanniche risalirà verso la penisola Scandinava e la Finlandia, per poi ridiscendere sopra la Russia europea lungo il bordo orientale del promontorio anticiclonico. All’altezza del comparto russo un ramo principale del getto polare, bordando il settore più orientale del promontorio oceanico presente sull’Europa centrale, si diramerà verso SE e S-SE, versandosi sulla Russia europea per raggiungere la parte orientale del mar Nero e la Turchia, dove si andrà a scavare una ampia saccatura a carattere freddo che affonderà i propri tentacoli in direzione della regione caucasica e della Turchia orientale, con lo scivolamento di vari blocchi di aria fredda che renderanno il clima pienamente invernale.
L’affondo dell’asse di saccatura, colmo di aria molto fredda, andrà ad alimentare una vecchia depressione, supportata in quota (a 500 hpa) da un nocciolo gelido sui -40° a 500 hpa, centrata nel cuore della Russia europea, poco ad ovest degli Urali, con un minimo al suolo pronto a scendere fino a 990 hpa. La profonda circolazione depressionaria russa, a carattere freddo, ben alimentata nel sul bordo occidentale dalla discesa del ramo principale del getto polare, riuscirà a richiamare verso le pianure Sarmatiche sostenuti e gelidi venti da NO e O-NO che proverranno direttamente dal mare di Barents e dalle coste dell’artico russo. Le masse d’aria molto fredde invaderanno tutta la Russia europea, causando delle nevicate sparse e un tipo di tempo decisamente invernale, specie fra l’area moscovita, la regione di Kazan, la città di Perm e Samara, con temperature largamente inferiori agli zero gradi. I nuclei di aria molto fredda, scivolando verso sud, sconfineranno fino alle coste orientali del mar Nero, il Caucaso, la Georgia, l’Armenia e l’est della Turchia, apportando delle nevicate fino a bassissima quota, oltre che un significativo calo dei valori termici che si avvertirà soprattutto sull‘altopiano della Turchia orientale, l‘Armenia e la Georgia.
