
La crisi idrica del maggiore invaso della Toscana che alimenta un importante comprensorio irriguo in Umbria e in Toscana, l’acquedotto del capoluogo aretino e assicura nel contempo un adeguato deflusso al Fiume Tevere, ha comportato che gia’ a partire dalla fine del 2011 le istituzioni aprissero un tavolo tecnico per fronteggiare la situazione. Infatti la criticita’ manifestata sulla scarsita’ della risorsa disponibile sull’invaso di Montedoglio, ha portato alla costituzione del “Gruppo tecnico interregionale per la gestione delle risorse idriche del sistema Montedoglio-Val di Chiana-Trasimeno”, integrato dalle Province territorialmente competenti per le questioni attinenti la gestione del demanio idrico, a svolgere anche le funzioni di “Cabina di Regia” per la gestione delle azioni da proporre alle Giunte regionali, per il rispetto delle azioni volte alla corretta gestione della risorsa idrica e nella definizione di scenari di programmazione e intervento da attivare in caso di acuirsi della crisi idrica attualmente in corso. Una situazione che puo’ determinare seri problemi per quanto riguarda le capacita’ di rifornimento e di approvvigionamento della risorsa a disposizione della rete irrigua gestita dall’Eaut per la prossima stagione estiva, con addirittura l’impossibilita’ di poter mettere in funzione gli impianti di distribuzione a fronte di una cosi’ bassa capacita’ di pressione idraulica disponibile attualmente.
Lo stato di carenza idrica, a meno di una importante variazione di tendenza nel periodo primaverile, potra’ avere importanti (e gravi) conseguenze anche in agricoltura. “Gli agricoltori si trovano ad avere difficolta’ anche in un settore che solitamente non ne ha come quello cerealicolo – ha affermato Stefano Boncompagni, dirigente del servizio agricoltura della Provincia -. I maggiori effetti comunque, si vedranno sulle colture orticole, tabacchicole e frutticole. Purtroppo gli investimenti fatti in questi anni dagli agricoltori per razionalizzare l’uso dell’acqua, se permane questa situazione, non saranno sufficienti”. La Provincia di Arezzo, considerate le problematiche legate alla scarsita’ di precipitazioni e alla riduzione delle portate dai principali corsi d’acqua gia’ manifestate in questo periodo, ha gia’ provveduto ad effettuare una comunicazione, all’inizio dell’anno, ai singoli titolari di licenze annuali di attingimento informandoli che stante l’anomalo perdurare del periodo siccitoso le licenze sarebbero state rilasciate soltanto, a seguito del parere positivo dell’Autorita’ di Bacino qualora, alla fine del periodo primaverile, i corsi d’acqua avessero recuperato una congrua portata naturale tale da consentire i prelievi della stagione estiva senza pregiudicare la qualita’ ambientale dei corsi d’acqua stessi. Sollecitando a tenere conto di tali indicazioni ai fini della corretta programmazione degli ordinamenti colturali per la prossima stagione irrigua estiva.
“I dati sono molto preoccupanti – ha aggiunto Alberto Pedone, geologo del servizio acque e demanio idrico della Provincia – I nostri fiumi oggi hanno portate con valori che solitamente si registrano a inizio estate, periodo in cui si inizia a prendere provvedimenti. La situazione di stress, che riguarda pure le falde profonde, provochera’ effetti anche sulle reti idriche”. Dalle ultime riunioni dei tavoli tecnici e’ emersa la necessita’ di porre in essere, fin da subito, tutti quei comportamenti necessari ad affrontare preparati quella che si presenta come una delle emergenze idriche piu’ gravi degli ultimi anni. “Promuoveremo attivita’ di comunicazione al territorio mettendo a punto una campagna di informazione concertata volta all’evolversi della situazione e alla conoscenza delle problematiche ambientali in modo da sensibilizzare la popolazione sulle corrette modalita’ di utilizzo della risorsa idrica e sulla riduzione dei consumi, compresi quelli potabili, limitando al massimo gli usi impropri e non indispensabili da tutte le fonti di prelievo, compresi i pozzi privati. Qualora poi, la situazione dovesse modificarsi – conclude Perferi – e’ chiaro che il tavolo tecnico rimodulera’ gli interventi”.
