
Ha raddoppiato la sua vita operativa prevista ed ha compiuto 10 anni: il satellite Envisat, l’occhio europeo sulla Terra, gode ancora di ottima salute. ”I suoi strumenti sono ancora attivi e il carburante residuo permette al satellite di continuare a funzionare fino a meta’ del 2015”, ha detto il responsabile della missione, Henri Laur. Lanciato il primo marzo 2002, Envisat ha finora percorso 50.000 orbite attorno alla Terra rilevando dati e immagini su atmosfera, oceani e ghiacci, fornendo materiale per circa 2.000 pubblicazioni scientifiche. Si devono ad Envisat, per esempio, i dati sullo scioglimento record dei ghiacci artici. Fra i suoi strumenti, il Meris (Medium Resolution Imaging Spectrometer) ha fornito mappe ad alta risoluzione utilizzate per studiare cambiamento climatico e biodiversita’. Altri strumenti, come Mipas, Sciamachy e Gomos hanno permesso di misurare l’assottigliamento dello strato di ozono e di controllare la presenza di inquinanti nell’atmosfera. ”Envisat sta continuando a lavorare perche’ i suoi strumenti sono stati sviluppati bene e sono robusti e perche’ ha ancora carburante, nonostante il serbatoio di Envisat sia piccolo rispetto alle due dimensioni”, ha spiegato Laur. Per avere un’idea delle proporzioni, ha aggiunto, ”e’ come se un camion avesse il serbatoio di una macchina. Quella quantita’ di carburante avrebbe permesso al satellite di funzionare per 5 anni, ma siamo sempre stati molto attenti nell’usare il carburante per riposizionare Envisat sull’orbita giusta”. Due anni fa, per esempio, ”abbiamo fatto un cambio di orbita per trovare un modo nuovo di utilizzare il satellite consumando meno carburante”. Gli occhi di Envisat potranno quindi essere puntati sulla Terra fino a meta’ del 2015, ”ma a patto che riusciamo a trovare i soldi”, ha detto ancora Laur. La risposta potrebbe arrivare dalla prossima conferenza ministeriale dell’Esa, prevista in novembre. Il costo da autorizzare e’ pari a 40 milioni l’anno fino al 2015, quando a dare il cambio a Envisat arriveranno le Sentinelle, ossia i satelliti della prossima generazione.