
Mentre l’alta pressione delle Azzorre mantiene il proprio baricentro davanti la penisola Iberica e le coste atlantiche francesi, l’umido flusso perturbato oceanico è costretto a scorrere lungo le alte latitudini, con i profondi cicloni extratropicali che dall’area dei Grandi Laghi, dal Quebec e dalle coste di Terranova si muovono lungo le coste meridionali groenlandesi e l’Islanda, prima di allontanarsi sul mar di Norvegia, scorrendo verso nord-est, a nord della penisola Scandinava, per finire sull’artico norvegese. Proprio in queste ore una profondissima area depressionaria, proveniente dal Canada orientale, presso l’area di Terranova, transitando lungo il margine settentrionale dell’anticiclone delle Azzorre centrato con i propri massimi davanti il Portogallo e la Francia, sta bordando le coste sud-orientali della Groenlandia, con un forte “gradiente barico” (forti differenze di pressione) che dalle coste orientali groenlandesi si estende a tutto l’Atlantico settentrionale, attivando dei furiosi venti di tempesta, in genere da Ovest e O-NO, che dal tratto di oceano a sud della Groenlandia si stanno rapidamente propagando a buona parte del nord Atlantico, lambendo le coste meridionali islandesi. L’ampia struttura depressionaria, ben radicata a tutte le quote, è caratterizzata da due profondissimi minimi barici al suolo, uno sui 961 hpa posizionato poco a sud-ovest dell’Islanda, mentre l’altro si trova collocato davanti le coste sud-orientali della Groenlandia, con un valore che è sceso al di sotto dei 958 hpa (molto profondo).
Il potente ciclone extratropicale, muovendosi progressivamente verso nord-est, transitando a ridosso delle coste sud-orientali groenlandesi, andrà ulteriormente ad approfondirsi nelle prossime ore, fino a trasformarsi in una spettacolare “depressione-uragano”, con un minimo centrale da capogiro, pronto a sprofondare al di sotto dei 950-948 hpa al livello del suolo. L’approfondimento del profondo ciclone extratropicale sarà anche coadiuvato dall’interazione fra il “Jet Stream sub-tropicale” e il “Polar Jet” che avrà un ruolo quasi determinante. Difatti, la “corrente a getto sub-tropicale” che dall’area caraibica risale tutto l’Atlantico settentrionale, da SO a NE, nel tratto di oceano a sud delle coste della Groenlandia meridionale, andrà ad interagire con il “Polar Jet” che dall’artico canadese si fionda sull’Atlantico nord-occidentale, creando una notevole divergenza che inasprirà la struttura ciclonica, favorendo un suo deciso approfondimento. Inoltre la profonda “depressione-uragano”, spostandosi molto lentamente lungo le coste orientali della Groenlandia, verrà costantemente alimentata da vari blocchi di aria molto gelida che dai Territori del Nord-ovest (artico canadese) e dalla baia di Baffin si tufferanno verso lo stretto di Davis, invadendo anche il settore occidentale del Plateau groenlandese, dove giungeranno isoterme sui -24° -25° alla quota di 850 hpa.
Le isobare, molto strette e ravvicinate fra loro, lambiranno persino il Regno Unito, dove spireranno forti venti da SO pronti poi a ruotare più da O-SO e Ovest, e le coste norvegesi, investite già dalle prossime ore da venti molto forti da Sud e S-SE che potranno risultare anche tempestosi davanti i fiordi, tra le città di Stavanger, Bergen, Alesundo e Kristiansund. Dato il particolare posizionamento del minimo venti molto forti, in genere da SO e O-SO, con raffiche di uragano, sferzeranno tutta l’Islanda, con raffiche capaci di superare i 140-150 km/h sulle esposte coste meridionali, mentre autentiche bufere, con “Scaccianeve” e visibilità ridotta a pochi metri, interesseranno l’entroterra montuoso dell’isola vulcanica, con condizioni climatiche veramente proibitive. Venti molto violenti, con intensità di uragano, colpiranno anche buona parte del Plateau ghiacciato della Groenlandia, con bufere da NE e Nord sulla parte centrale e orientale, mentre fortissimi venti da NO e O-NO investiranno il settore meridionale, con raffiche discendenti molto violente, ad oltre i 150-160 km/h, ed estesi fenomeni di “Scaccianeve”, specie lungo le coste sud-orientali, da Ikermiit e Capo Farvel.
Già venti molto forti, a tratti anche violenti, stanno colpendo il Plateau groenlandese, come viene segnalato dalle centraline di varie stazioni, fra cui quella di Summit. Qui la vicinanza del profondissimo minimo barico al suolo creerà un impressionante “gradiente barico”, accresciuto dalla presenza di una cellula di alta pressione fra la baia di Baffin e i Territori del Nord-ovest, che si estenderà a tutto l’altopiano ghiacciato groenlandese, con differenze di oltre i 60 hpa fra le coste orientali, affacciate all’Atlantico e allo stretto di Danimarca, e quelle occidentali che si sporgono verso lo stretto di Davis e la baia di Baffin. Oltre al noto vento di “gradiente”, si sommerà pure il cosiddetto vento “Isallobarico” che è generato da una rapida caduta di pressione su un’area molto vasta, a seguito del passaggio ravvicinato di una profonda ciclogenesi. Rispetto al comune vento di “gradiente” il vento “Isallobarico” agisce come una sorta di grande onda atmosferica che permette alle masse d’aria di spostarsi il più rapidamente possibile da un’area di alta pressione a un’altra di bassa pressione limitrofa. Ciò darà origine a venti molto violenti che in pieno oceano, laddove mancano gli ostacoli orografici e l’attrito con la terra ferma, potranno toccare velocità ragguardevoli, con picchi fino a 190-200 km/h, degni di un uragano di 3^ categoria. Le tempeste più violente anche stavolta si concentreranno in pieno oceano, tra le coste meridionali groenlandesi, l’Islanda e le isole Far Oer, con fortissimi venti, tra O-SO e Ovest, più da O-NO e NO a ridosso di Capo Farvel e delle coste sud-orientali groenlandesi, che si propagheranno a tutto l’Atlantico settentrionale, piegando più da O-SO e SO a ridosso delle coste scozzesi e delle isole Orcadi, mentre forti venti da Sud e S-SE risaliranno il mar di Norvegia, seguendo la circolazione ciclonica per girare nuovamente da E-SE ed Est in direzione delle coste orientali della Groenlandia.
I potenti venti occidentali, che assumeranno forza di uragano soffiando per centinaia di miglia, dall’estrema punta meridionale della Groenlandia fino alle Far Oer e al nord delle coste scozzesi, renderanno tutto l’Atlantico settentrionale da molto grosso (forza 8 ) a tempestoso (forza 9), con la formazione di grandi ondate alte più di 10 metri. L’esteso “Fetch” (lo spazio di mare su cui soffia il vento) agevolerà lo sviluppo di onde gigantesche, che dentro le tempeste più violente potranno raggiungere anche i 12-13 metri di altezza nel tratto di oceano a sud dell‘Islanda, rendendo la navigazione marittima proibitiva anche per le navi di media e grande stazza. Le grandi onde oceaniche, sollevate dai venti di uragano dai quadranti occidentali, irromperanno con grande impeto sulle coste sud-occidentali islandesi, sulle Far Oer e sulle isole Shetland e Orcadi, determineranno su queste poderose mareggiate che si infrangeranno in modo spettacolare sulle scogliere. Tra il pomeriggio e la serata le violente mareggiate, con la propagazione delle onde di tempesta dall’Atlantico, raggiungeranno pure le coste occidentali irlandesi e quelle scozzesi, in particolare sulle isole Ebridi, dove la furia dei frangenti oceanici, alti fino a 8-10 metri, sarà tale da poter cagionare persino dei danni. I furiosi venti perderanno un po’ di forza solo nella giornata di domani, con forti venti da sud-ovest e ovest-sud/ovest che continueranno a spazzare l’Atlantico settentrionale, mentre il profondo ciclone extratropicale continuerà a rimanere posizionato davanti le coste sud-orientali della Groenlandia, con un minimo barico pronto a salire fino a 969-670 hpa. La profonda circolazione depressionaria solo nella giornata di venerdi si muoverà verso nord-est, muovendosi a nord-ovest delle coste norvegesi, spingendosi in direzioni delle latitudini artiche.