Tra 12 e 17 marzo il Forum Mondiale dell’Acqua per dare risposte alla sete del pianeta

In un Pianeta sempre piu’ a corto di oro blu e sempre piu’ affollato, ”e’ tempo di soluzioni”. E’ questo l’onnipresente slogan del prossimo Forum mondiale dell’acqua, che si tiene a Marsiglia dal 12 al 17 marzo prossimo, un evento che promette di riunire migliaia di persone per discutere un piano d’azione globale per preservare l’oro blu. Nella settimana di lavoro non saranno presenti solo premier e ministri, parlamentari e rappresentanti di enti locali, ma anche organizzazioni internazionali come Fao, Unesco e Banca mondiale, istituti tecnici e di ricerca, insieme ad imprese private, associazioni e organizzazioni non governative di tutte le bandiere, dagli ambientalisti alle associazioni di consumatori. ”Non e’ una riunione organizzata dall’Onu – spiega Guy Fradin, vicepresidente del comitato internazionale del sesto Forum mondiale dell’acqua – ma partecipano 150 paesi e l’ obiettivo e’ la mobilitazione globale sul tema dell’acqua, per far si’ che diventi una priorita’ nell’agenda internazionale”. Secono Fradin ”la prima sfida per tutti e’ quella di preservare la risorsa, dal punto di vista della quantita’ e della qualita’ ”. Le altre ”sono l’accesso alle nuove risorse – afferma il vicepresidente – tramite le tecnologie, ad esempio con la desalinizzazione e il riuso, ma anche una maggiore equita’ fra i diversi settori domestico, industria e agricoltura. Quest’ultima e’ quella che consuma di piu’, ma produce anche cibo”. Cosa si aspetta il Forum come risultato? Ovviamente ci saranno le dichiarazioni finali dei politici, ma la novita’ e’ che quest’anno si aspettano ‘soluzioni’. Su questo fronte il lavoro va avanti da mesi e poi si tireranno le fila: e’ prevista una sintesi finale nella ‘piattaforma delle soluzioni’. Quanto a mettere in campo finanziamenti e assumere impegni economici concreti, ”ovviamente sono i benvenuti, ma l’obiettivo del Forum – spiega Fradin – e’ quello di proporre meccanismi e modi per mobilitare fondi, da far arrivare alla conferenza sullo sviluppo sostenibile di Rio+20” prevista a giugno. Il lavoro si svolgera’ su base regionale, ad esempio l’Africa discutera’ del problema della condivisione dell’acqua transfrontaliera, mentre l’Europa della estione integrata delle risorse e dei meccanismi di solidarieta’. ”Ci aspettiamo – auspica il vicepresidente – che il forum abbia un seguito, che ci sia un meccanismo che assicuri il rispetto degli impegni”.