Quest’anno ha nevicato due volte, ma da queste parti – soprattutto in spiaggia – la neve è davvero rarissima e l’idea che si possa sciare non è certo consueta.
Ma il progetto del Comune di Roma esula dalle condizioni meteorologiche: l’intenzione è quella di creare una pista sciistica artificiale, come quella di Dubai (vedi foto a corredo dell’articolo), sul litorale di Ostia, nel romano. Paolo Orneli, consigliere Pd del XIII Municipio, che comprende il quartiere di Ostia, ha infatti rivelato ieri che tra le voci del programma di bilancio 2012 del Comune di Roma compare il progetto della realizzazione di una pista da sci ad Ostia. E così è scoppiata la polemica in primis contro il sindaco Gianni Alemanno: “Dopo aver finanziato una folle pista da sci ad Ostia, suggeriamo ad Alemanno un nuovo spettacolare progetto: porti il mare e la spiaggia a Montemario” dichiara caustico il consigliere regionale del Pd, Enzo Foschi.
Dure le reazioni degli ambientalisti: ”proseguono le proposte ad effetto da parte dell’amministrazione, sia municipale che comunale. L’ultimo ‘lancio’ e’ relativo alla proposta di realizzazione di una pista di sci nella pineta di Ostia” affermano il presidente regionale dei Verdi del Lazio Nando Bonessio e il portavoce del partito nel XIII Municipio Andrea Gasparini. “Le amministrazioni comunali e municipali – aggiungono – sono sempre piu’ a corto di idee e quelle poche che portano avanti, oltre che dannose dal punto di vista ambientale, sono malamente scopiazzate da contesti completamente diversi. In questo caso a dir poco allucinante e’ la proposta di realizzare una pista da sci modello Dubai ad Ostia, per di piu’ nella pineta, con impatto ambientale e paesaggistico che non potra’ che essere devastante, iniziativa che denota la scarsa conoscenza del territorio e delle sue preziose risorse“. “Se cosi’ non fosse – hanno aggiunto i due – un’amministrazione seria si impegnerebbe per avere un mare finalmente visibile ed accessibile e non un lungomuro che e’ la vergogna di questa citta’, si impegnerebbe per valorizzare un patrimonio naturalistico incredibile, facendo finalmente decollare la riserva naturale statale del litorale romano, si impegnerebbe per valorizzare e far conoscere l’area archeologica piu’ grande al mondo, quegli scavi di Ostia Antica che, insieme al mare ed alle bellezze naturalistiche, potrebbero da soli contribuire a creare posti di lavoro e benessere nel territorio lidense, si impegnerebbe a far diventare la Roma-Lido un’efficiente linea di metro, in grado di soddisfare le esigenze di turisti e pendolari“. “Niente di tutto cio’. I nostri amministratori dal cappello a cilindro riescono a tirar fuori solo la pista di sci o magari il casino’. A questo punto, coerenza imporrebbe la trasformazione della Roma-Lido in seggiovia. Come diceva il compianto Troisi, ‘non ci resta che piangere’ – hanno concluso Bonessio e Gasparini – naturalmente quella della seggiovia e’ una battuta, non vorremmo che qualcuno dal Comune si svegliasse domattina e copiasse anche quest’incredibile proposta“.
Ma il Campidoglio non ci sta e il presidente della Commissione Bilancio di Roma Capitale Federico Guidi spiega: “E‘ un project financing, la proposta di un privato che vuole realizzare quest’opera. Il progetto, per quanto bizzarro, di costruire una pista di sci a Ostia non è finanziato dall’amministrazione comunale bensì dal privato proponente tramite un project financing. Non un solo euro di fondi pubblici verrà investito in un’opera che però potrebbe potenzialmente produrre lavoro e occupazione nel XIII municipio“. Non solo, aggiunge Guidi: “Inoltre gli oneri finanziari che il privato verserebbe a Roma capitale sarebbero reinvestiti in opere pubbliche proprio per il municipio di Ostia“. Nel bilancio comunale spiega infatti Guidi vengono segnati tutti gli investimenti e tutte le opere che possono essere realizzate ma quello della pista da sci non compare nel comparto nel investimenti ma alla voce project financing. “E‘ una prassi normale – prosegue il presidente della Commissione Bilancio di Roma Capitale – per cui un privato può proporre di realizzare un’opera, se risulta fattibile e ottiene poi tutte le necessarie autorizzazioni, in cambio il Comune ottiene gli oneri relativi. E’ sempre più comune il ricorso ai privati in un momento di crisi“. “Non è un’opera pubblica“, ribadisce Guidi, aggiungendo: “Al contrario fosse stata un’opera pubblica sarebbe stato più che bizzarro disdicevole. Qui c’è un privato che ritene che il progetto possa funzionare, se ne assume il rischio di impresa. Il Comune ha solo vantaggi: con gli oneri concessori e anche la possibile creazione di posti di lavoro“.