
“I proventi delle aste – sottolinea il ministro dell’Ambiente Corrado Clini – rappresenteranno una importante fonte di risorse aggiuntive per le politiche ambientali. Sara’ possibile sostenere in maniera piu’ incisiva le filiere della green economy attraverso una robusta integrazione del fondo Kyoto e destinare importanti fondi alla ricerca e alla cooperazione internazionale. Interventi che si inquadrano nella strategia complessiva di “decarbonizzazione” del sistema Italia che e’ una strategia per l’ambiente ma puo’ e deve costituire anche un grande volano di sviluppo economico”. La parte di proventi destinata alle attivita’ di riduzione di Co2 sara’ infatti ripartita secondo i seguenti criteri: 1) rifinanziamento del fondo rotativo “Kyoto” (50% delle risorse disponibili); 2) cofinanziamento di programmi di ricerca e sviluppo di tecnologie a basse emissioni di carbonio bell’industria e nei trasporti (25%); 3) contributo ai programmi di cooperazione con i paesi in via di sviluppo per la riduzione delle emissioni e misure di adattamento ai cambiamenti climatici per rispettare l’impegno assunto alla Conferenza di Durban (10%); 4) cofinanziamento dei programmi per l’aumento dell’assorbimento di carbonio attraverso attivita’ forestali e agricole (10%) 5) contributo al “Centro Euromediterraneo sui cambiamenti climatici” per i programmi nazionali ed europei di adattamento ai cambiamenti climatici (3%). 6) coperture delle spese amministrative connesse alla gestione del sistema comunitario (2%).
Ambiente: pronta la bozza del decreto con i criteri di ripartizione dei proventi delle aste delle quote di Co2
