Anche i dati e le immagini del satellite CRYOSAT confermano i “boom” dei ghiacci polari

Abbiamo pubblicato ieri i dati e i grafici sulla situazione dei ghiacci polari in netta crescita sia nell’Artico che nell’Antartico. I dati e le immagini raccolte dal satellite CRYOSAT, in orbita proprio per monitorare l’andamento dei ghiacci polari, confermano il “boom” di cui abbiamo parlato ieri: dopo essere sceso di 5 cm nei periodi 1991-2000 e 2000-2008, il “ghiaccio blu” dell’Antartide ha mostrato un aumento inatteso di 9cm in soli due anni, dal 2008 al 2010.
La misura è stata confermata dagli scienziati che analizzano e confrontano i dati con misure incrociate “terrestri” presso l’Università Tecnica di Dresda, in Germania.
Le misure in campo sono fatte per valutare le misure effettuate dal satellite dallo spazio, dando cosí affidabilità ai risultati.
Per garantire che la raccolta dei dati del CryoSat siano precise nelle modifiche dei dati nello spessore del ghiaccio terrestre – Antartide e Artico – gli scienziati si impegnano in uno sforzo continuo, a volte in alcuni degli ambienti più duri del pianeta. Ma é sempre importante confermare i dati satellitari con altre misurazioni diciamo “manuali” e sui luoghi rilevati dal satellite.
Queste campagne di misurazioni sono state effettuate, in particolare, su un altopiano desolato, conosciuto come la regione del ghiaccio blu. Come suggerisce il nome, questa regione unica ha una grande distesa di ghiaccio azzurro luminoso privo di neve. Ed è proprio la mancanza di neve su una superficie incredibilmente sempre ghiacciata che consente al satellite di utilizzare questa regione per verificare l’accuratezza della altimetro radar di CryoSat.
Poiché non c’è la neve, i segnali radar dell´altimetro emessi dal CryoSat passano attraverso il ghiaccio luccicante e ritornano al satellite. L’altezza del ghiaccio viene quindi determinata dalla differenza tra il tempo di emissione e ricezione.
Poiché il ghiaccio in tutte le altre zone del pianeta viene normalmente coperto da neve, il segnale radar deve penetrare questo strato superiore prima di raggiungere il ghiaccio, cosa che può influenzare le misure della altezza del ghiaccio fatte dal CryoSat.
Le misurazioni manuali effettuate sulla superficie dura e luminosa del ghiaccio blu della regione sono quindi molto importanti per verificare e confrontare i dati di CryoSat.
Se, da un lato, esperimenti di campo sono progettati per la validazione degli strumenti satellitari, le analisi dei dati di due campagne a terra nel 2008-2009 e 2010-2011, hanno mostrato un risultato sorprendente: questa parte di Antartide ha avuto un aumento in altezza media di 9cm di ghiaccio da un periodo all’altro, in soli due anni!
Gli scienziati tedeschi hanno affrontato un forte maltempo per mappare i sottili cambiamenti in altezza del ghiaccio, in un’area di oltre 2.500 chilometri quadrati di ghiaccio. Le misurazioni sono state effettuate sulla terra con sofisticate apparecchiature GPS trainate da motoslitte.
Gli scienziati dell`Alfred Wegener hanno fatto rilevamenti anche da un aeroplano con uno strumento che simula l’altimetro radar di CryoSat.
Per l’analisi dei dati raccolti durante le campagne, e anche con l’utilizzo di banche dati di venti anni di misurazioni, gli scienziati hanno determinato le variazioni in altezza del ghiaccio in tre periodi diversi.
Reinhard Dietrick, coordinatore delle ricerche dell’Universitá di Dresda ha detto che “questo risultato interessante mostra un passo indietro nel tempo; è stato possibile grazie alle campagne precedenti al lancio di CryoSat, nel 2010. E’ chiaro che i risultati sono ancora solo preliminari, ma con questo netto cambiamento sarà molto interessante capire se anche in futuro si confermerà questo dato“.

Nell’altra estremità del pianeta è in corso un’altra campagna CryoSat che inizia questa settimana.
Squadre provenienti da ESA e NASA e scienziati provenienti da Europa e Canada si stanno preparando per misurare il ghiaccio artico proprio mentre il CryoSat passerà sopra di loro.
Lanciato quasi due anni fa, il CryoSat è un satellite dedicato al monitoraggio delle variazioni dello spessore del ghiaccio marino galleggiante negli oceani polari e le variazioni nello spessore dei ghiacci che coprono vaste zone della Groenlandia e in Antartide, per migliorare la nostra comprensione della relazione tra ghiaccio e clima.