
Mesi cruciali a Bruxelles per discutere degli impegni da assumere nell’ambito del cosiddetto ”Kyoto 2”. Tutti i firmatari del protocollo devono presentare i loro obiettivi di riduzione delle emissioni alle Nazioni Unite ”entro il primo maggio” e gli Stati membri hanno ribadito il target del 20% per il 2020, ma allo stesso tempo ”l’offerta condizionata” di arrivare fino al 30%. L’obiettivo Ue rimane quindi ”provvisorio” prima di conoscere gli impegni degli altri paesi, ma anche i parametri di riferimento e nuove regole del Kyoto 2. Sono ancora tante le questioni tecniche sul tavolo dei negoziati internazionali, a partire dalla durata del secondo periodo di impegno per Kyoto2, che potrebbe essere di cinque o otto anni. L’Ue preme per otto anni, in vista dell’entrata in vigore del nuovo accordo globale salva-clima ”non piu’ tardi dell’inizio del 2020”. In questo contesto, i ministri dell’ambiente dell’Ue hanno sottolineato ”la necessita’ di target sufficientemente ambiziosi” nella seconda fase di Kyoto, facendo appello agli altri paesi partner del protocollo a seguire questa linea. Gli Stati membri sottolineano allo stesso tempo ”il bisogno di semplificare” il processo di revisione dell’impegno di riduzione nel caso in cui uno Stato parte voglia aumentarlo, nel corso del Kyoto 2. Un altro problema e’ quello di circa 10 miliardi di crediti di Kyoto inutilizzati, cioe’ di quote di emissioni eccedenti di cui dispongono paesi dell’Europa centrale e orientale, che hanno avuto una produzione industriale inferiore a quella prevista rispetto a quando sono stati fissati gli obiettivi, nel 1997. La proposta dell’Ue e’ quella di trovare ”con urgenza” una soluzione concordata alla questione, in modo tale che non ci siano discriminazioni fra i paesi che fanno parte dell’Unione e quelli che invece non ne fanno parte, evidenziando che l’uso di questi crediti si applica solo agli Stati che entrano nel Kyoto 2, che comincia il primo gennaio 2013. Altra questione da chiarire sara’ quella della definizione delle regole per contabilizzare l’uso dei terreni e la silvicoltura, in termini di stoccaggio del carbonio. La Commissione europea si e’ gia’ mossa in questa direzione, presentando la proposta di un sistema di conteggio valido per tutti gli Stati membri. In questa prima meta’ del 2012 si aspetta anche il programma di lavoro di un nuovo team del segretariato della convenzione Onu per il clima, che sara’ incaricato di preparare la piattaforma per arrivare al prossimo accordo globale salva-clima. La prima scadenza importante per fare il punto sui negoziati internazionali sara’ a giugno, quando si terranno i prossimi negoziati a Bonn.