L’alto e isolato massiccio del Shiveluch costituisce uno dei vulcani più grandi e attivi della penisola. Fu costruito durante l’Olocene, all’interno di una grande caldera formata dal crollo del vulcano Strary Shiveluch nel tardo Pleistocene. Almeno 60 grandi eruzioni del Shiveluch si sono verificate durante l’Olocene, che lo rendono il vulcano più vigoroso di tutto l’arco vulcanico. Crolli frequenti di complessi lavici nel recente 1964 hanno prodotto grandi valanghe di detriti, i cui giacimenti coprono gran parte del pavimento della caldera. Intermittenti eruzioni esplosive sono iniziate nel 1990 da una cupola di lava che ha avuto inizio e crescita nel 1980. Le più grandi eruzioni storiche del Shiveluch si sono verificate nel 1854 e nel 1964. L’istituto KVERT ha riferito che l’attività esplosiva continua. Gli osservatori posti sulla Terra e le immagini satellitari hanno indicato una colata lavica viscosa formatasi durante un’eruzione del 2010, accompagnata da attività fumarolica. Gli osservatori hanno riferito di pennacchi di cenere sino a 7,5 Km dal cratere tra il 16 ed il 17 Aprile, e ad altitudini sino a 5 Km negli altri giorni. Le immagini satellitari hanno mostrato inoltre una debole anomalia termica giornaliera sulla cupola di lava, con pennacchi di cenere estesi per 120 Km a Nord sino al 18 Aprile. Giovedì scorso il vulcano è letteralmente esploso. L’eruzione non rappresenta alcuna minaccia immediata per la popolazione residente nella regione, e nessuna emissione di polvere vulcanica è stata rilevata a livello del suolo nei villaggi più vicini. Nella zona sono stati segnalati anche due importanti terremoti in sole 24 ore, mentre un codice di allerta rosso è stato emanato durante l’eruzione, che ha emesso una significativa quantità di cenere vulcanica in atmosfera. Il Siveluch, alto 3283 metri, è attivo da oltre 4 settimane.
Continua l’attività esplosiva del vulcano Shiveluch, ma senza rischi diretti per la popolazione
