
Intanto, però, lo Stretto in queste ore è teatro di un fenomeno raro e affascinante: una densa foschia che dalle popolazioni locali è chiamata e percepita come “nebbia”, anche se in realtà non è vera e propria nebbia in quanto la visibilità resta comunque superiore ai 300-400 metri. Dopotutto nubi basse e foschia determinano uno scenario suggestivo per quella che è una delle aree meno umide e più ventose d’Italia, non abituata a fenomeni di questo tipo. Dopotutto proprio pochi giorni fa avevamo pubblicato un articolo titolato proprio Sul Mediterraneo iniziano a presentarsi le condizioni adatte per la formazione delle affascinanti e temute “nebbie di mare”: siamo infatti nella stagione primaverile in cui le prime masse d’aria calda provenienti dal nord Africa invadono la superfice marina del Mediterraneo dove la temperatura dell’acqua è molto bassa dopo il lungo inverno. E proprio dal contrasto termico tra le masse d’aria calde in scorrimento sulla fredda superficie marina determina la formazione di queste dense foschie che riducono a poche centinaia di metri la visibilità anche in riva allo Stretto, dove il vento soffia da sud/est in questi giorni, quindi dal mare, essendo scirocco, e mantiene l’aria fredda e umida tanto che tra Reggio e Messina le temperature massime stanno appena sfiorando i +18°C mentre nelle zone Tirreniche si superano i +25°C e in montagna si va oltre ai +15°C. L’umidità, inoltre, alimenta ulteriormente la sensazione di freddo e qui, tra Reggio e Messina, è ancora come se fosse ancora pieno inverno…