
“Oceano perpetuo” – è il titolo dell’opera – è stato prodotto grazie alla quantità imponente dei dati raccolti dall’ente spaziale americano e dal “Jet Propulsion Laboratory”. Insieme hanno ideato il progetto “Ecco2”. Acronimo di “Estimating the circulation and climate of the Earth, phase II”, indaga un meccanismo che agli occhi dei ricercatori resta un affresco sfuocato: il ruolo dei mari nelle oscillazioni del clima. Il che significa, tra l’altro, delineare le prossime evoluzioni di elementi-chiave come l’acidificazione delle acque, le concentrazioni di CO2 e le temperature, sotto e sopra la linea delle onde.
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