Emergenza siccità in Emilia Romagna: servono accordi urgenti per limitare la crisi

Stiamo tenendo sotto costante controllo la situazione, che al momento non ha raggiunto livelli di allarme, ma vanno subito ricercati accordi con le Regioni del bacino padano, per garantire una gestione razionale delle acque dei bacini alpini e del Po, in modo tale da consentirne la disponibilita’ per l’agricoltura emiliano-romagnola nelle fasi acute“. E’ quanto affermato dall’assessore all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna, Tiberio Rabboni, al termine dell’incontro tenutosi in Viale Aldo Moro i consorzi di bonifica per fare il punto sul problema siccita’ e sulle sue ricadute sul territorio. “Inoltre – ha aggiunto Rabbonibisogna continuare a realizzare le opere previste dal piano irriguo nazionale nel quadro di un potenziamento delle infrastrutture e rafforzare il risparmio d’acqua nell’irrigazione attraverso gli strumenti predisposti dalla Regione, come Irrinet, e con l’utilizzo delle nuove tecnologie“. Quanto allo status quo, le piogge dei primi giorni di aprile non hanno modificato lo stato di siccita’ che perdura da meta’ dello scorso anno. Una situazione che i tecnici del Servizio IdroMeteoClima dell’Arpa classificano al terzo posto nella scala di gravita’ dal 1951, dopo le ‘secche’ del 2003 e del 2007. Il deficit d’acqua stimato in quattro quinti della regione e’ di 150 millimetri e il quadro varia da severamente a estremamente siccitoso, in particolare per la pianura centro – orientale. In magra, infine, anche gli affluenti del Po e i principali corsi d’acqua.