
“Le emergenze – ha commentato Massimo Lensi per il Pdl – si combattono con la prevenzione, parola semplicissima ma poi non pratica. Nella passata legislatura si sono pensati e fatti laghetti, ma gli invasi non ci sono. Publiacqua ha utili e li deve investire, magari cambiando le tubature che favoriscono dispersione. Ho timore che l’emergenza sia diventata una parola priva di significato e che venga affrontata con l’ordinaria amministrazione. E’ da ottobre scorso che si prefigurava l’emergenza“. “Avevamo sollecitato la comunicazione dell’assessore – ha rilevato per Rifondazione comunista Andrea Calo’ – In Commissione Ambiente si aggiornera’ lo stato dell’arte sul tema della siccita’. L’assessore non ha aggirato l’ostacolo. C’e’ indebolimento del reticolo idrico. Credo che questa sia l’occasione per rivedere il sistema e renderlo sostenibile. Manca ancora un piano concreto di tutti gli enti coinvolti a vario titolo nella questione. Intanto mi rallegro della ritrovata sensibilita’ ambientale nel centrodestra dove sono solitamente impegnati sul tema del profitto“. Per Marco Cordone (Lega Nord) “non si puo’ vivere di emergenze. Non si deve vivere di emergenze ma di adeguata programmazione. Ci vogliono invasi e non laghetti“.
Invita a non “caricare” la discussione il consigliere del Pd Remo Bombardieri, presidente della Commissione Ambiente della Provincia: “Siamo attenti all’uso e all’abuso dell’acqua. Mettiamo in campo approfondimenti e decisioni adeguate per non alimentare situazioni preconcette“. In replica agli interventi dei consiglieri, l’assessore Roselli ha precisato di essere d’accordo col fatto che “le emergenze non vanno gestite con la fibrillazione. Intanto si deve preservare la poca acqua che abbiamo e quella che potra’ venire con la pioggia, dunque intervenire in forma corale sulle societa’ di gestione dei servizi, autorita’ di bacino, e gli altri, affinche’ non vada disperso nulla“.
