Anche nelle Repubbliche dell’estremo oriente russo, nella Siberia orientale e nell’est della Mongolia persistono ancora condizioni climatiche più consone per la stagione invernale. Tutto per colpa di una profonda circolazione depressionaria, con un minimo al suolo che è sceso fino a 990 hpa, posizionata sulla regione della Russia orientale, nell’est della Repubblica di Jacuzia, poco a nord dell’altopiano di Stanovoj. Con questo particolare posizionamento l’area ciclonica extratropicale, ben supportata in quota dall’affondo di una saccatura artica colma di aria molto fredda, con valori sotto i -35° alla quota di 500 hpa, ha richiamato masse d’aria molto fredde, di vecchie origini artiche, che dall’altopiano della Siberia centrale sono scivolate verso l’area del lago Bajkal e la Mongolia, con moderati o tesi venti da nord-ovest che dalle montagne del nord della Mongolia raggiungono il deserto del Gobi piegando più da O-NO e portando un sostanziale calo dei valori termici. L’affondo della saccatura di matrice artica in quota, con aria particolarmente fredda a seguito, dovrebbe favorire l’isolamento di una ampia goccia fredda in quota (vortice ciclonico a carattere chiuso colmo di aria fredda nella media troposfera) che si collocherà sulla Siberia orientale, favorendo al contempo un crollo dei geopotenziali fra l’est della Mongolia e la Manciuria, dove si determinerà un ulteriore calo delle temperature con il passaggio di nubi e precipitazioni.
Sul versante settentrionale dei monti Saiani le nevicate saranno veramente abbondanti, con accumuli anche consistenti per il mese di Aprile. In alcune città come Bratsk, Krasnojarsk, Ceremhovo e Irrutsk si verificheranno forti nevicate che verranno accompagnate da intense raffiche di vento da NO o O-NO, con punte di oltre i 60-70 km/h, cagionando possibili disagi nei trasporti. Spostandosi gradualmente verso est-sud/est e sud-est la profonda depressione a carattere freddo, costantemente alimentata da un flusso di aria molto fredda a tutte le quote proveniente direttamente dalla Siberia centrale, attiverà anche intensi e freddi venti da NO e O-NO che spazzeranno la Repubblica di Buriazia e l’area del lago Bajkal, con raffiche anche superiori ai 70 km/h. Nella mattinata di domani la profonda area depressionaria, pronta ad approfondirsi e a scendere al di sotto dei 990 hpa, si sposterà sull’est della Mongolia per poi allontanarsi in direzione dei confini con la Cina settentrionale e la Manciuria, apportando delle fitte nevicate tra l’altopiano di Stanavoj e i monti Jablonovy.
Forti tempeste di sabbia dal deserto del Gobi si dovrebbero muovere verso la Cina interna fino al mar Giallo, causando inevitabili disagi
Il profondo minimo barico al suolo, pronto a scivolare al di sotto dei 990 hpa, collocandosi fra l’est della Mongolia richiamerà forti venti da NO e O-NO che scavalcheranno rapidamente i monti dell’Altaj e Hangaj per versarsi a gran velocità sul deserto del Gobi, dove le forti folate, che supereranno la soglia dei 60-70 km/h, localmente anche 80 km/h, solleveranno un ingente quantità di polvere e pulviscolo verso l’alto, determinando delle estese tempeste di sabbia e polvere che si spingeranno verso le province della Cina interna, causando drastiche riduzioni di visibilità e rendendo l’aria irrespirabile. Le tempeste di polvere, una volta formate sul Gobi, sotto la spinta degli intensi venti da Ovest e O-NO e con la complicità della profonda circolazione ciclonica, in spostamento sulla Manciuria, entro il pomeriggio di domani arriveranno sulla Cina nord-occidentale, soprattutto nelle città e nei villaggi non lontani dal confine mongolo.
