Freddo e forti nevicate sulla Siberia orientale, la stessa perturbazione domani causerà una forte tempesta di sabbia che dal Gobi si muoverà verso il nord della Cina

Si nota l'ampio ricciolo ciclonico sulla Siberia orientale

Anche nelle Repubbliche dell’estremo oriente russo, nella Siberia orientale e nell’est della Mongolia persistono ancora condizioni climatiche più consone per la stagione invernale. Tutto per colpa di una profonda circolazione depressionaria, con un minimo al suolo che è sceso fino a 990 hpa, posizionata sulla regione della Russia orientale, nell’est della Repubblica di Jacuzia, poco a nord dell’altopiano di Stanovoj. Con questo particolare posizionamento l’area ciclonica extratropicale, ben supportata in quota dall’affondo di una saccatura artica colma di aria molto fredda, con valori sotto i -35° alla quota di 500 hpa, ha richiamato masse d’aria molto fredde, di vecchie origini artiche, che dall’altopiano della Siberia centrale sono scivolate verso l’area del lago Bajkal e la Mongolia, con moderati o tesi venti da nord-ovest che dalle montagne del nord della Mongolia raggiungono il deserto del Gobi piegando più da O-NO e portando un sostanziale calo dei valori termici. L’affondo della saccatura di matrice artica in quota, con aria particolarmente fredda a seguito, dovrebbe favorire l’isolamento di una ampia goccia fredda in quota (vortice ciclonico a carattere chiuso colmo di aria fredda nella media troposfera) che si collocherà sulla Siberia orientale, favorendo al contempo un crollo dei geopotenziali fra l’est della Mongolia e la Manciuria, dove si determinerà un ulteriore calo delle temperature con il passaggio di nubi e precipitazioni.

Da notare come nei bassi strati si vada ad originare una circolazione depressionaria dalla classica forma ad occhiale, con due minimi principali al suolo, uno sulla parte meridionale dell’altopiano siberiano centrale e l’altro sulla Siberia orientale. Entro la serata odierna il minimo sulla Siberia orientale andrà gradualmente a colmarsi e a spostarsi ulteriormente verso est, mentre l’area ciclonica che si è formato sull’altopiano della Siberia centrale si approfondirà ulteriormente, raggiungendo i 990 hpa, posizionandosi poco a nord dell’area del lago Bajkal. Questa situazione renderà il tempo particolarmente uggioso e invernale in quasi tutta la Siberia centro-orientale, con cieli nuvolosi o molto nuvolosi a cui saranno associate delle nevicate a carattere sparso che interesseranno soprattutto la Repubblica di Jacuzia. La neve tornerà a cadere sui poli del freddo invernale dell’emisfero boreale, come la mitica Ojmjakon e la località di Verchojansk, imbiancando nuovamente le lande e i boschi di conifere della Siberia orientale.

Ma anche su Jakutsk, capitale della Jacuzia, a meno di 200 metri di altezza, riprenderà nuovamente a nevicare già dalle prossime ore, con probabili accumuli al suolo, dopo le insistenti piogge miste a neve delle ore scorse con appena +1° +0°, mentre il barometro scendeva sotto i 991 hpa (indice della vicinanza del minimo barico al suolo). Dalla serata e nella nottata successiva, con l’avanzare della nuova e profonda depressione che si collocherà con un minimo attorno i 990 hpa poco a nord del lago Bajkal, un nuovo brusco peggioramento investirà la parte meridionale della Siberia centrale, in particolare la Repubblica di Buriazia, visto che gli intensi e freddi venti da NO e N-NO che vengono richiamati dalla profonda depressione andranno ad impattare sul versante settentrionale dei monti Saiani, determinando una fitta nuvolosità da “stau” che darà luogo a precipitazioni nevose diffuse, anche di moderata o forte intensità.

La struttura ciclonica ad occhiale sulla Russia orientale

Sul versante settentrionale dei monti Saiani le nevicate saranno veramente abbondanti, con accumuli anche consistenti per il mese di Aprile. In alcune città come Bratsk, Krasnojarsk, Ceremhovo e Irrutsk si verificheranno forti nevicate che verranno accompagnate da intense raffiche di vento da NO o O-NO, con punte di oltre i 60-70 km/h, cagionando possibili disagi nei trasporti. Spostandosi gradualmente verso est-sud/est e sud-est la profonda depressione a carattere freddo, costantemente alimentata da un flusso di aria molto fredda a tutte le quote proveniente direttamente dalla Siberia centrale, attiverà anche intensi e freddi venti da NO e O-NO che spazzeranno la Repubblica di  Buriazia e l’area del lago Bajkal, con raffiche anche superiori ai 70 km/h. Nella mattinata di domani la profonda area depressionaria, pronta ad approfondirsi e a scendere al di sotto dei 990 hpa, si sposterà sull’est della Mongolia per poi allontanarsi in direzione dei confini con la Cina settentrionale e la Manciuria, apportando delle fitte nevicate tra l’altopiano di Stanavoj e i monti Jablonovy.

Tempesta di sabbia su Pechino

Forti tempeste di sabbia dal deserto del Gobi si dovrebbero muovere verso la Cina interna fino al mar Giallo, causando inevitabili disagi

Il profondo minimo barico al suolo, pronto a scivolare al di sotto dei 990 hpa, collocandosi fra l’est della Mongolia richiamerà forti venti da NO e O-NO che scavalcheranno rapidamente i monti dell’Altaj e Hangaj per versarsi a gran velocità sul deserto del Gobi, dove le forti folate, che supereranno la soglia dei 60-70 km/h, localmente anche 80 km/h, solleveranno un ingente quantità di polvere e pulviscolo verso l’alto, determinando delle estese tempeste di sabbia e polvere che si spingeranno verso le province della Cina interna, causando drastiche riduzioni di visibilità e rendendo l’aria irrespirabile. Le tempeste di polvere, una volta formate sul Gobi, sotto la spinta degli intensi venti da Ovest e O-NO e con la complicità della profonda circolazione ciclonica, in spostamento sulla Manciuria, entro il pomeriggio di domani arriveranno sulla Cina nord-occidentale, soprattutto nelle città e nei villaggi non lontani dal confine mongolo.

In molte di queste località l’arrivo delle tempeste di polvere causerà conseguenti disagi, specie nei collegamenti stradali e aeroportuali dopo le forti riduzioni di visibilità indotte dalla polvere e dalle sottili particelle di pulviscolo desertico sollevate per aria dai venti di burrasca. Nella giornata di venerdì le nuvole di polvere, accompagnate da intensi venti da O-NO ed Ovest, potrebbero interessare anche la capitale cinese Pechino e le grandi metropoli che si affacciano sul mar Giallo, simbolo dell’incredibile crescita economica del gigante asiatico in questi ultimi 10 anni. In tal caso i disagi cagionati dal fenomeno atmosferico potrebbero risultare davvero notevoli, con la probabile chiusura degli aeroporti e l’interruzione di tutti i collegamenti. La stessa area ciclonica, in spostamento sulla Manciuria, piloterà sostenuti e umidi venti da Sud e SE sul mar del Giappone, arcipelago nipponico e mare di Ohotsk, addensando nubi basse con annesse piogge e rovesci.