
In base allo studio dei tre ricercatori, tutte le grandi pandemie del passato sono state anticipate e favorite da intensi episodi di El Niño, l’anomalo riscaldamento delle acque del Pacifico che periodicamente sconvolge il clima del Pianeta, creando in Asia Orientale le condizioni ambientali favorevoli per lo sviluppo e la diffusione di virus pandemici.
In particolare, analizzando i dati meteorologici ed epidemiologici degli ultimi cinque secoli, i tre ricercatori hanno scoperto che circa nella metà dei casi gli episodi di Niño più intensi sono stati seguiti da grandi pandemie. Ebbene, in una precedente ricerca pubblicata sempre su TAC nel 2009 (On the 60-month cycle of multivariate ENSO index), proprio Adriano Mazzarella e Andrea Giuliacci hanno individuato nella ricorrenza dei più intensi episodi di El Niño una onda caratteristica di circa 60 mesi che collocherebbe nel 2013 il serio rischio di un nuovo episodio intenso di El Niño, potenzialmente capace quindi di scatenate una pandemia.
La stessa ricerca (On the 60-month cycle of multivariate ENSO index) aveva indicato proprio per la fine del 2010 la possibilità di un forte episodio di Niña, l’anomalo raffreddamento del Pacifico, fenomeno che in effetti si è sviluppato con insolita potenza proprio negli ultimi mesi del 2010, risultando tra uno dei più intensi episodi di Niña dell’ultimo secolo (solo nel 1917 si osservò un episodio più potente), capace di scatenare anche eccezionali piogge responsabili di una delle più devastanti alluvioni di sempre in Australia.