Non e’ piaciuto agli ambientalisti britannici il via libera recentemente dato dal Governo di Londra alla estrazione dello shale gas, il gas che si ottiene frantumando le rocce profonde con una miscela di sostanze chimiche ed acqua ad altissima pressione e che avrebbe provocato lo scorso anno ben due piccoli terremoti in aree limitrofe alle zone di estrazione. Il via libera nasce da un rapporto redatto da esperti dove si sostiene che non ci sono pericoli derivanti dall’estrazione del gas ma occorre rafforzare i controlli. Il rapporto, nonostante le rassicurazioni, e’ stato respinto dalle associazioni che sostengono persista una ”grave incertezza” sulla volonta’ del Governo di ridurre le emissioni di gas serra e che in realta’ l’impatto dello shale gas sui cambiamenti climatici sarebbe peggiore di quello del carbone. Elsie Walker, attivista della ”Frack Off” che si oppone a questo tipo di gas, ha denunciato la sottovalutazione che il rapporto fa del rischio sismico legato a questo tipo di attivita’ e come invece negli Stati Uniti questo pericolo sia ben presente tanto da vietare la ricerca e l’estrazione dello shale gas nelle aree ‘sensibili’ come quelle dove passano le ferrovie o ci sono centrali nucleari. Ma gli esperti, tra cui uno degli autori del rapporto, Brian Baptie del British Geological Survey, hanno ribadito che il rischio di terremoti e’ molto ridotto anche in considerazione della bassissima sismicita’ del territorio britannico dove in passato non si e’ mai registrata una magnitudine superiore ai 3 gradi della scala Richter e questo anche in presenza di profonde gallerie scavate per l’estrazione del carbon fossile.
Il governo Inglese dà via libera all’estrazione dello shale gas: preoccupazione per l’aumento del rischio sismico
