Inizia la grande migrazione dei rapaci lungo lo stretto, la perturbazione sul nord-africa sta favorendo molti transiti

I cieli dello stretto iniziano ad essere solcati dai primi esemplari di rapaci che dalle coste africane si muovono verso l’Europa centro-orientale, risalendo la penisola italiana. Non tutti sanno che lo stretto di Messina è famoso in tutto il mondo anche per le grandi migrazioni primaverili, soprattutto dei rapaci, che lo usano come braccio di mare più corto per arrivare sulla penisola, lasciandosi dietro il Mediterraneo. Infatti questi uccelli, stremati dal lungo viaggio che li porta ad attraversare i paesi dell’Africa sub-sahariana e il deserto del Sahara (il più grande ed esteso del pianeta), raggiungono l’area dello stretto di Messina per effettuare nel modo più rapido possibile la traversata che li porterà sul continente. A differenza di quanto accade sul Bosforo o a Gibilterra, lo Stretto di Messina è uno dei posti dove è più facile imparare a riconoscere i rapaci; questo non è solo dovuto all’elevato numero di specie che si possono vedere, ma soprattutto perchè è tra i pochi luoghi di transito dove si vedono i rapaci a distanza ravvicinata. Un po’ per le caratteristiche del territorio, un po’ per i venti, di norma gli stormi passano a media-corta distanza, ma se è la giornata adatta allora si è letteralmente in mezzo agli stormi. Qui questi uccelli trovano le condizioni meteo/climatiche favorevoli che li accompagnano durante la migrazione verso i luoghi di svernamento sull‘Europa centro-orientale e area balcanica. In questi giorni sono stati osservati i primi stormi di falchi Pecchiaioli e Aquile Minori passare a bassa quota lungo le vallate dei monti Peloritani. Probabilmente la formazione di una intensa perturbazione sull’entroterra nord-africano sta favorendo un temporaneo aumento dei transiti dei rapaci lungo lo stretto.