
Un’indagine genetica sulle barriere coralline della Rosenstiel School of Marine & Atmospheric Science dell’Universita’ di Miami, pubblicata sulla versione on line di Proceedings of the Royal Society B, dimostra la loro capacita’ di adattarsi ai cambiamenti climatici. Molte specie di corallo sono in grado di adattarsi al riscaldamento delle acque facendo affidamento sui loro partner acquatici piu’ prossimi, le alghe. La capacita’ di ospitare una larga varieta’ di alghe, ognuna con una diversa sensibilita’ allo stress ambientale, potrebbe costituire un’ancora di salvezza di fronte ai cambiamenti climatici globali. Attraverso una tecnica genetica ad alta sensibilita’, Rachel Silverstein ha analizzato il Dna di 39 specie di corallo raccolte negli ultimi 15 anni nell’Indo-pacifico e nei Caraibi: molte di queste specie non erano state in grado, precedentemente, di ospitare piu’ di un tipo di zooxanthellae, un’alga unicellulare simbiotica che vive nel corallo e lo rifornisce di energia. Lo studio ha dimostrato che almeno una colonia delle 39 analizzate ne ha ospitato almeno due varieta’, di cui una capace di resistere a temperature piu’ alte. “Questa ricerca dimostra che molte specie di corallo, piu’ di quante si credesse, sono in grado di ospitare simbionti – ha detto Andrew Baker, professore associato alla Rosentiel School e associato di Ricerca della fauna selvatica alla Conservation Society di New York, coautore dello studio -. Il fatto che tutte possano accogliere simbionti per sopravvivere a temperature piu’ calde suggerisce che tutte possiedono un potenziale attribuito finora solo ad alcune specie”.