Al termine di due settimane di intenso lavoro vicino al ghiacciaio di Siachen, nel Kashmir pachistano, i soccorritori non hanno potuto recuperare neppure uno dei corpi dei 129 soldati e undici civili travolti nel sonno da una valanga di neve nell’accampamento di Gayari, ad oltre 5.000 metri di quota. Lo riferiscono oggi fonti militari ad Islamabad. Almeno 400 militari e 100 civili sono impegnati nelle operazioni di scavo sotto il ghiaccio con l’ausilio di mezzi meccanici, ma i progressi sono lenti, anche a causa delle continue nevicate e delle condizioni meteorologiche avverse. Squadre di tecnici di Stati Uniti, Germania e Svizzera, accorsi sul posto giorni fa, sono rientrati nella capitale pachistana, mentre solo un gruppo di esperti norvegesi collabora con i pachistani sul posto. La zona di Gayari e’ conosciuta come il campo di battaglia piu’ ad alta quota del mondo dove truppe pachistane e indiane si si contrappongono dal 1984 in condizioni estreme, anche se da una decina d’anni non si segnalano piu’ incidenti.
Maxi-valanga in Pakistan: impossibile recuperare i corpi dei 129 soldati sepolti sotto la neve
