Una ‘campana’ antivalanga per prevenire il rischio nelle aree critiche di montagna, con l’utilizzo di miscele di gas all’interno delle masse nevose. Si chiama ‘DaysyBell’ lo strumento innovativo utilizzato dal Corpo Forestale per prevenire il rischio di slavine, dopo le abbondanti nevicate di febbraio e il successivo rialzo delle temperature. ”E’ un sistema di prevenzione – spiega all’Adnkronos Vincenzo Romeo, responsabile del servizio meteomont del Corpo Forestale dello Stato – che prevede la bonifica dei siti valanghivi, attraverso il distaccamento artificiale di valanghe nelle aree critiche, su pendii, cioe’, che hanno un’inclinazione superiore ai 27 gradi”. ”Il completamento del progetto ‘Daysy Bell’ – prosegue Romeo – ha richiesto oltre due anni di lavoro e circa 600.000 euro di investimenti. L’obiettivo e’ quello di far fronte all’esigenza di usare un sistema sicuro e trasportabile con un elicottero, per le operazioni di distacco programmato di valanghe”.
”Le limitazioni normative e la difficolta’ di utilizzo dei mezzi convenzionali di distacco artificiale, come gli esplosivi – prosegue Romeo – hanno spinto verso soluzioni tecniche diverse. Il sistema nasce, quindi, come alternativa praticabile e sicura ai sistemi utilizzati in precedenza, e prevede l’utilizzo, anziche’ di esplosivi, di gas miscelati che, se tenuti adeguatamente separati, non innescano l’esplosione e risultano, quindi, molto meno pericolosi”. ”In termini pratici – spiega ancora il responsabile meteomont – si tratta di un contenitore in acciaio di forma conica, che trasporta una miscela di ossigeno e idrogeno, e che viene agganciato ad un elicottero e trasportato sul luogo dove si vuole provocare il distacco. L’apparecchio viene appeso sotto l’elicottero ad una distanza di circa 10-20 metri, a seconda delle scelte del pilota e delle caratteristiche morfologiche del terreno. La miscelazione dei due gas, che prevede diversi sistemi di sicurezza, viene poi attivata dall’operatore a bordo del velivolo. L’elicottero – aggiunge – ha un’autonomia fino a 60 lanci.
L’azione della miscela gassosa ”provoca la rottura del manto nevoso – prosegue Romeo – e determina un suo sollevamento che causa, infine, la valanga. Le condizioni piu’ favorevoli per provocare il distacco – precisa – sono correlate alla presenza di lastroni soffici o duri di neve asciutta, poggianti su uno strato a debole coesione con caratteristiche tali da garantire la propagazione del collasso di quest’ultimo e la conseguente frattura del lastrone”. ”E’ molto importante che il sistema venga utilizzato in presenza di operatori esperti a terra – puntualizza il responsabile meteomont – che valutino le condizioni del manto nevoso, indispensabili per la riuscita dell’operazione. E’ necessario effettuare delle analisi stratigrafiche sul posto. Questo sistema e’ stato utilizzato in Italia anche nella recente situazione di emergenza dovuta alle abbondanti nevicate, in particolare lungo l’Appennino centrale, tra Lazio, Molise, Marche e Abruzzo”.
