
Gabrielli si e’ soffermato sul rapporto informazione in tempi di emergenza ed eventi critici: ”La veicolazione dell’informazione produce non effetti certi, ma certi effetti”, ha detto facendo riferimento anche al caso del naufragio della ‘Costa Concordia’ e ancora allo sciame sismico in Calabria. ”Sembra quasi che la Commissione Grandi Rischi dovesse assolvere a una sorta di risposta in maniera esclusiva in quel contesto – ha poi aggiunto Gabrielli – . Ma noi abbiamo una continuita’ di rapporto con il nostro centro di competenza che e’ l’Ingv. Il flusso informativo non avviene solo attraverso le sedute della Commissione, sarebbe riduttivo”. Gabrielli e’ stato interrogato, in particolare, dall’avvocato Filippo Dinacci, difensore di Bernardo De Bernardinis, componente della Commissione e all’epoca vice capo della Protezione civile. Gabrielli ha ricordato di averlo conosciuto il 7 aprile 2009.
Ha snocciolato poi i dati sugli sciami sismici che si susseguono in Italia da quando e’ stato nominato successore di Guido Bertolaso: sono stati 29, 14 ancora in atto, 13 con oltre 100 scosse, 2 con un numero di scosse superiore a mille. Tra gli sciami, 15 hanno avuto scosse con magnitudo maggiore o uguale a 3.5. Ci sono stati poi altri 12 eventi singoli con magnitudo superiore a 3.5. ”Tanto per avere un termine di paragone – ha detto, rivolgendosi al giudice Marco Billi – sono andato a vedere lo sciame dell’Aquila: dall’inizio al 31 marzo sono state circa 250”. Affrontando poi l’argomento legato a un’ipotesi di prevenzione estesa e approfondita affidata alla Protezione Civile, Gabrielli ha detto: ”Non ci sono gli strumenti e neanche la possibilita’ di incidere effettivamente. Non posso dire ai Vigili del Fuoco di andare sul Pollino per intensificare la prevenzione dello sciame sismico se poi devo gestire anche le alluvioni in tutta Italia, e gli uomini sono sempre quelli. Questa e’ la fotografia del sistema che io dirigo”.