Raggiungere la Luna con un decimo di litro

Con le vicende degli ultimi tempi legati alle rete carburanti nazionale, una notizia del genere farebbe sobbalzare dalla sedia tutti gli automobilisti. Ma ahimè, è un progetto spaziale che nulla ha in comune con le nostre vetture. Si chiama MicroThrust ed è un propulsore ultra compatto, ideato per essere incorporato in satelliti di appena 10 centimetri di lato; pesa appena 200 grammi ed è stato sviluppato in Svizzera, da un gruppo di ricercatori del Politecnico di Losanna, per aprire una nuova era nell’esplorazione spaziale low cost. Il nuovo motore a ioni sara’ testato per la prima volta per garantire la spinte di CleanSpace One, il satellite spazzino in fase di sviluppo e progettato dallo stesso istituto di ricerca svizzero per ripulire i detriti spaziali. La propulsione ionica si avvale della spinta generata dall’espulsione di ioni, con una massa molto piccola ma a una grandissima velocità, molto piccola paragonata ai razzi convenzionali, ma con una grande efficienza e continuità. Per arrivare infatti da 0 a 100 chilometri orari sono necessarie 77 ore, l’obiettivo per arrivare sulla Luna sarà di raggiungerla in sei mesi aumentando lentamente la velocita’ del satellite fino a 24.000 chilometri orari. L’utilizzo di satelliti molto piccoli, con dimensioni di 10 centimetri per lato, sta diventano una soluzione sempre piu’ popolare in quanto permette un importante contenimento dei costi di produzione e di lancio, stimato in circa 500.000 euro contro le decine o centinaia di milioni dei satelliti convenzionali. Il grande ostacolo pero’ al loro utilizzo è rappresentato proprio dalla propulsione, senza la quale non è possibile svolgere missioni complesse o che richiedono lunghi periodi. Il nuovo motore ultra compatto promette quindi di rivoluzionare il settore perchè, come ha spiegato Herbert Shea, coordinatore del progetto europeo MicroThrust, ”al momento i nanosatelliti sono bloccati nelle loro orbite; il nostro obiettivo è di renderli liberi”.