
Problemi registrati negli anni ’80 nei giardini zoologici europei, come il generale abbandono, le privazioni e le sofferenze degli animali, ”sono ancora le mie attuali preoccupazioni”. Il giudizio arriva da Will Travers, amministratore delegato di Born Free Foundation, che apre il rapporto ‘EU Zoo’ dell’organizzazione. L’indagine e’ stata effettuata in 20 paesi membri dell’Ue per la Coalizione Europea Endcap. ”Il rapporto mostra le prove incontrovertibili – spiega Travers – che la scarsa qualita’ dell’informazione per il pubblico, cosi’ comune anni fa, e’ ancora diffusa. Rivela anche che le promesse di impegno per la conservazione di migliaia di zoo rimane, in troppi casi, solo un sogno”. La buona notizia e’ che i dati del rapporto possono costituire una base di partenza perche’ qualcosa cambi. Secondo il responsabile di Born Free Foundation ”gli standard dell’attuale direttiva Ue implicano che non c’e’ spazio per 3.500 zoo in Europa. Non c’e’ spazio in Europa per zoo che non rispondono ai massimi standard possibili di benessere, educazione e conservazione. Questi zoo – conclude Travers – che non possono o non arriveranno al livello necessario, devono essere chiusi”. Nel rapporto sui paesi Ue il quadro che emerge e’ quello di un generale mancato rispetto della direttiva europea. I responsabili dell’applicazione delle regole e i veterinari addetti ai controlli ”sono ampiamente senza esperienza e con scarse risorse, spesso non effettuano le regolari ispezioni, non danno sanzioni ai fuorilegge, consentendo a strutture senza licenza o non a norma di continuare l’attivita’ ”. Senza contare i potenziali problemi quando le competenze sono distribuite a piu’ enti, citando proprio il caso italiano: ministero dell’ambiente, ministero della salute e ministero dell’agricoltura. Sebbene poi la direttiva europea sottolinei la funzione di conservazione, educazione e ricerca dei giardini zoologici, i risultati dell’indagine indicano che ”la performance di conservazione e’ debole e inadeguata”. Rispetto alla tutela della biodiversita’, la maggioranza delle specie presenti nelle 200 strutture esaminate non avevano una rilevanza per la tutela delle specie selvatiche e dei loro habitat. La divulgazione invece in media e’ presente nella meta’ dei casi, ma circa il 56% delle ‘performance’ degli ‘show’ di animali mostrano atteggiamenti innaturali, spesso accompagnati dalla musica. In alcuni stati membri gli zoo organizzano attivita’ come concerti e feste, con un limitato valore educativo e un possibile serio danno per il benessere degli animali. I problemi piu’ ricorrenti rispetto alla sistemazione delle 5.299 specie esaminate sono spesso gli stessi: spazi troppo piccoli, impossibilita’ di volare, arrampicarsi o muoversi in maniera naturale, scarsi livelli di igiene, strutture fatiscenti e raramente vicini all’ambiente naturale di appartenenza. Recinti e perimetri in cattivo stato sono anche un rischio potenziale per i visitatori e per l’ambiente, in piu’ di un’occasione sono stati visti animali riuscire ad uscire da soli.